Davos, 21 gennaio 2026 – Nel corso del tradizionale Forum economico mondiale di Davos, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilanciato con forza la sua posizione sulla Groenlandia, ribadendo la necessità di un’immediata apertura di negoziati per l’acquisizione strategica dell’isola. Il discorso del leader americano, durato 72 minuti contro i 45 previsti e tenuto di fronte a una platea composta da esponenti politici e imprenditoriali internazionali, ha suscitato momenti di silenzio e sorpresa, entrando nel merito di diversi argomenti. Il tycoon ha spaziato infatti dall’economia alla guerra in Ucraina, toccando la questione Groenlandia e i dissapori con Europa e NATO.
Trump: “Solo gli Usa possono garantire la sicurezza mondiale con la Groenlandia”
Nel cuore di Davos, Donald Trump ha sottolineato con fermezza che “solo gli Stati Uniti possono garantire la sicurezza mondiale con il controllo della Groenlandia”. Il presidente ha evidenziato come gli Usa abbiano storicamente salvaguardato l’isola e poi l’abbiano restituita alla Danimarca dopo la Seconda guerra mondiale, esprimendo però il rammarico per quella che ha definito “l’ingratitudine” di Copenaghen.
Nel suo intervento, Trump ha spiegato che gli Stati Uniti intendono trattare immediatamente per l’acquisizione della Groenlandia, un passo che definisce essenziale per rafforzare la posizione strategica americana nell’Artico e per contrastare le influenze di altre potenze globali nella regione. “Questa enorme isola non protetta è in realtà parte del Nord America, sulla frontiera settentrionale dell’emisfero occidentale. Quello è il nostro territorio. Sto cercando negoziati immediati per discutere dell’acquisizione. Nessuna nazione o gruppo di nazioni è in grado di proteggere la Groenlandia a parte gli Stati Uniti. Siamo una grande potenza, molto più grande di quanto la gente possa capire. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, abbiamo restituito la Groenlandia alla Danimarca. Quanto siamo stati stupidi a farlo. Ora loro sono ingrati. Vogliamo un pezzo di ghiaccio per la protezione del mondo“, ha detto il tycoon. “Voglio la Groenlandia, non voglio usare la forza. Negozieremo immediatamente per acquistarla. Avete una scelta, potete dire di sì o potete dire di no, ma ce ne ricorderemo.”
Trump non ha risparmiato critiche anche per il Canada, altro Paese che il tycoon starebbe guardando con interesse. In un’altra affermazione, il tycoon ha rivendicato il ruolo fondamentale degli Usa nella storia del Canada, sostenendo che “il Canada esiste grazie agli Stati Uniti“.
Un appello agli alleati e un richiamo alla forza
Il presidente statunitense ha anche ribadito l’importanza di avere alleati forti, pur riconoscendo il valore storico e culturale degli europei: “Ci teniamo agli europei ma vogliamo alleati più forti”, ha affermato, mettendo però in evidenza le tensioni con la NATO, che a suo dire ha trattato gli Stati Uniti “molto male”. “Abbiamo dato tanto e abbiamo ricevuto molto poco in cambio. Tutto quello che abbiamo ottenuto da loro è difenderli”, ha aggiunto, evidenziando un malcontento che guida la sua politica estera.
Trump ha inoltre criticato apertamente l’amministrazione Biden e i Democratici, accusandoli di aver portato gli Stati Uniti al declino economico e sociale, mentre dopo un anno del suo secondo mandato “l’economia Usa è in pieno boom” con una crescita del PIL stimata al 5,4% nel quarto trimestre, una performance che il presidente ha definito “miracolosa”. Il tycoon ha poi affermato che gli Stati Uniti sono “il motore economico del pianeta”.
Trump critica l’Europa
Al contempo, il presidente ha espresso critiche severe all’Europa, definendo alcuni luoghi “irriconoscibili” a causa dell’immigrazione incontrollata e delle politiche green, giudicate da lui inefficaci. “Amo l’Europa ma non sta andando nella giusta direzione”, ha detto, sottolineando la necessità per gli Stati Uniti di allearsi con partner più forti e affidabili.
Trump ha proseguito il suo intervento a Davos con un tono di sfida e pragmatismo, affermando di essere tornato per incontrare “molti amici e qualche nemico”, e ha confermato la sua volontà di mantenere gli Stati Uniti all’avanguardia in settori strategici come la tecnologia, la sicurezza e l’economia globale. Il presidente Usa ha suscitato l’ilarità della platea con una battuta rivolta al presidente francese Emmanuel Macron. Trump ha infatti ironizzato sugli occhiali da sole a specchio indossati da Macron a causa di un problema medico, chiedendo scherzosamente: “L’ho visto ieri con quei bellissimi occhiali. Che sta succedendo?”.
Trump ha concluso poi il suo intervento dichiarando che sia il presidente russo Vladimir Putin che il leader ucraino Volodymyr Zelensky intendono giungere a un accordo per porre fine alla guerra, aggiungendo di incontrare personalmente Zelensky oggi a Davos. Tuttavia, ha ribadito che sono “l’Europa e la NATO che devono occuparsi dell’Ucraina, non gli Stati Uniti“. Il tycoon ha poi aggiunto: “Non avremo la Terza Guerra Mondiale, ma se non fossi stato eletto penso che la guerra fra Russia ed Ucraina si sarebbe trasformata in un conflitto mondiale.” “Siamo ragionevolmente vicini ad un accordo, se Putin e Zelensky non lo trovano sono stupidi”.
La Groenlandia diffonde un opuscolo di consigli ‘in caso di crisi’
In un clima di crescente tensione internazionale intorno alla Groenlandia, il governo dell’isola ha pubblicato un nuovo opuscolo rivolto alla popolazione locale contenente consigli pratici da seguire in caso di crisi. Il ministro dell’Autosufficienza, Peter Borg, ha definito il documento una vera e propria “polizza assicurativa”, pur sottolineando che non si prevede un suo utilizzo imminente.
Le dichiarazioni della Danimarca sulla posizione di Trump
A Copenaghen, il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen ha commentato la recente retorica del presidente statunitense Donald Trump in merito alla Groenlandia. Pur riconoscendo come “positivo” il fatto che Trump abbia esplicitamente escluso il ricorso alla forza militare per acquisire il territorio, Rasmussen ha evidenziato che le ambizioni di Washington sull’isola restano intatte. La tensione si mantiene alta, con la Danimarca che ribadisce la sovranità della Groenlandia e la sua integrità territoriale, mentre la comunità internazionale si prepara a risposte coordinate.






