Tokyo, 24 marzo 2026 – Il governo giapponese ha ufficialmente smentito le recenti affermazioni dell’ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Michael Waltz, che aveva annunciato un impegno di Tokyo nell’invio di unità navali della Marina Militare di Autodifesa (Msdf) in Medio Oriente, nel contesto delle crescenti tensioni legate al conflitto in Iran.
La smentita ufficiale di Tokyo
Durante una conferenza stampa odierna, il ministro della Difesa giapponese Shinjirō Koizumi ha dichiarato con fermezza che il Giappone non ha assunto alcun impegno specifico riguardo al dispiegamento di forze navali in Medio Oriente. La precisazione del ministro arriva poche ore dopo le dichiarazioni di Michael Waltz, che a sua volta aveva riferito, in un programma televisivo, che il Giappone sarebbe stato tra i partner di Washington pronti a supportare la riapertura dello Stretto di Hormuz, attualmente di fatto bloccato dall’Iran.
Koizumi ha inoltre sottolineato che ogni eventuale partecipazione della Msdf a operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz potrebbe essere considerata solamente in caso di cessate il fuoco completo nel conflitto. Questa posizione è in continuità con quanto espresso domenica dal ministro degli Esteri giapponese, Toshimitsu Motegi, il quale ha ricordato che già nel 1991, dopo la Guerra del Golfo, unità giapponesi furono impiegate per missioni di sminamento nell’area.
Divergenze tra alleati e contesto internazionale
La smentita di Tokyo è stata confermata anche dal capo di Gabinetto Minoru Kihara, evidenziando una divergenza di interpretazioni tra il Giappone e l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump sulle aspettative relative al coinvolgimento nipponico. Waltz aveva riferito di un impegno preso dalla premier giapponese Sanae Takaichi, che avrebbe manifestato la disponibilità a impiegare unità navali in supporto alle operazioni statunitensi.
Le tensioni in Medio Oriente restano elevate, con Israele che continua le operazioni militari contro l’Iran e gli Stati Uniti che rafforzano la loro presenza militare nella regione. Intanto, il Giappone mantiene una posizione prudente, confermando la disponibilità a collaborare ma senza impegni concreti di intervento militare diretto.
Il Giappone ribadisce la sua posizione di non impegno specifico nel conflitto mediorientale, pur mantenendo aperte le possibilità di cooperazione in scenari di cessate il fuoco e con finalità prevalentemente umanitarie e di sicurezza marittima.
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