La Gran Bretagna ha avviato una sperimentazione di droni sottomarini innovativi nell’ambito del programma Atlantic Bastion, mirata a contrastare le minacce provenienti dalla Russia nel settore marittimo. Lo ha comunicato oggi il ministero della Difesa britannico, evidenziando un ulteriore rafforzamento delle capacità di sorveglianza della Royal Navy.
Droni sottomarini per la sorveglianza nel Mare del Nord
Gli SG-1 Fathom, droni sottomarini di fabbricazione tedesca, sono progettati per operare in modo autonomo con una capacità di pattugliamento fino a tre mesi consecutivi. Questi mezzi sono in grado di individuare sommergibili o navi nemiche e rappresentano una nuova frontiera tecnologica per la sorveglianza nel Mare del Nord, area strategica per la sicurezza del Regno Unito. L’eventuale successo della sperimentazione porterà all’integrazione di questi droni nel sistema di difesa navale britannico, che già utilizza reti di rilevamento basate sull’intelligenza artificiale e il dispiegamento coordinato di forze navali e aeree.
Il ministro della Difesa, John Healey, ha sottolineato come la Gran Bretagna e i suoi alleati della NATO debbano affrontare “una serie di nuove minacce in mare”, facendo riferimento al contesto geopolitico attuale dominato dalle tensioni con la Russia.
Collaborazione rafforzata con la Norvegia
L’annuncio della sperimentazione arriva a pochi giorni dalla formalizzazione di un accordo tra Regno Unito e Norvegia per intensificare la cooperazione tra le rispettive marine militari. La partnership prevede la creazione di una sorta di flotta comune con l’obiettivo principale di “dare la caccia ai sottomarini russi” nell’Atlantico settentrionale, come riportato da una nota di Downing Street. Questa iniziativa segna un passo significativo per il rafforzamento della presenza militare alleata nelle acque strategiche del Nord Europa, confermando l’impegno britannico nel mantenimento della sicurezza marittima in un’area cruciale per la difesa occidentale.






