Il Cairo, 5 febbraio 2026 – In vista dell’incontro previsto per domani in Oman tra USA e Iran, si intensificano i contatti diplomatici tra il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e le principali figure della regione. Secondo fonti ufficiali del ministero egiziano, il dialogo coinvolge i ministri degli Esteri di Qatar, Oman e Iran, nonché l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff. L’Egitto esprime fiducia nell’“accordo di principio” che ha portato alla convocazione del summit.
Contatti diplomatici intensi tra USA-Iran per la de-escalation regionale
Nei giorni scorsi, Abdelatty ha avuto colloqui con lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar; Badr bin Hamad Al Busaidi, ministro degli Esteri dell’Oman; Abbas Araqchi, ministro degli Esteri iraniano; e lo stesso Witkoff. Le conversazioni si sono concentrate sugli sforzi per una de-escalation nella regione e per contenere le crescenti tensioni, con particolare attenzione agli sviluppi riguardanti l’incontro tra Washington e Teheran in Oman.
Il ministero egiziano sottolinea che Abdelatty ha accolto con favore l’accordo di principio raggiunto, frutto di settimane di intensi contatti diplomatici e di un lavoro costante, in linea con le direttive del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. L’Egitto attribuisce a questo incontro un’importanza cruciale affinché Stati Uniti e Iran possano giungere a una soluzione pacifica e consensuale, fondata sul rispetto reciproco e sugli interessi condivisi, per scongiurare il rischio di un conflitto nella regione.
Ruolo chiave degli Stati Uniti e di Steve Witkoff
L’inviato speciale Usa Steve Witkoff, nominato da Donald Trump nel gennaio 2025, svolge un ruolo centrale nelle trattative di pace in Medio Oriente. Recentemente, Witkoff ha partecipato a diversi incontri bilaterali con alti funzionari iraniani, inclusi colloqui programmati a Istanbul con Abbas Araqchi per discutere un possibile accordo sul nucleare. Il coinvolgimento diretto di Witkoff rappresenta un elemento chiave nella strategia americana di mediazione, come evidenziato anche dalle dichiarazioni dell’ex presidente Trump sull’importanza dei negoziati in corso con Teheran.
L’intenso dialogo diplomatico a Il Cairo si inserisce dunque in un quadro più ampio di tentativi di stabilizzazione della regione, con un’attenzione particolare alla possibilità di giungere a un’intesa che possa ridurre le tensioni e aprire la strada a un futuro di maggiore sicurezza e cooperazione nel Medio Oriente.






