Bruxelles, 24 febbraio 2026 – La tensione tra Ungheria e Ucraina si conferma uno degli aspetti più delicati del contesto europeo legato alla guerra in corso. Il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, ha aperto un nuovo fronte di scontro a Bruxelles, dichiarando che Kiev utilizza l’energia come arma politica, con l’obiettivo di destabilizzare l’attuale governo di Viktor Orbán e influenzare la campagna elettorale in Ungheria.
Ucraina-Ungheria: accuse di destabilizzazione politica
Secondo le parole di Boka, riportate al Consiglio Affari Generali dell’UE, l’Ucraina starebbe fomentando caos e incertezza politica in Ungheria, mirando a favorire il partito Tisza contro il premier in carica Orbán. Il ministro ha inoltre sottolineato che la posizione ungherese resta ferma: “Non cederemo alle pressioni né da parte di Kiev né da Bruxelles“. In particolare, l’Ungheria mantiene il blocco sul ripristino del trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba, condizione imprescindibile per sostenere qualsiasi decisione favorevole all’Ucraina, comprese le questioni finanziarie come il prestito europeo da 90 miliardi.
La Commissione Europea tra pressioni e sostegno
La Commissione europea, da parte sua, ha chiarito che non eserciterà pressioni sull’Ucraina per riattivare il trasporto energetico, ma continua a fare pressione sull’Ungheria affinché garantisca sostegno a Kiev. Boka ha definito questa situazione la “più grave violazione del principio di leale cooperazione“ tra Stati membri e istituzioni europee. Il contesto si inserisce nel quadro di un’Europa divisa sul sostegno militare e finanziario all’Ucraina, dove Budapest ha recentemente bloccato sia il prestito di 90 miliardi sia il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, provocando reazioni dure da parte della presidente della Commissione Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
Nel frattempo, a Kiev, la presenza delle massime autorità europee testimonia la volontà di mantenere saldo il supporto al paese, in un momento particolarmente critico del conflitto con la Russia, giunto ormai al quarto anniversario. Le tensioni tra Viktor Orbán e Bruxelles restano uno degli snodi più complessi della politica europea contemporanea.






