Roma, 10 aprile 2026 – Torna alta la tensione diplomatica tra Israele e Spagna, con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che ha reagito duramente alle critiche mosse da Madrid, scatenando così una nuova fase di scontro tra i due Paesi. La decisione di Israele di escludere la Spagna dal Centro di coordinamento civile-militare di Kiryat Gat, istituzione chiave per la gestione del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, ha segnato un punto di non ritorno nelle relazioni bilaterali.
Netanyahu contro Madrid: accuse e decisioni durissime
Il premier israeliano Netanyahu ha dichiarato con fermezza che Israele “non resterà in silenzio di fronte a chi ci attacca”, accusando la Spagna di aver diffamato le Forze di Difesa israeliane, definite come “l’esercito più morale del mondo”. La controversia si è acuita dopo che Israele ha deciso di allontanare i rappresentanti spagnoli dal centro di coordinamento di Kiryat Gat, sottolineando che Madrid ha ripetutamente scelto di schierarsi contro Israele in modo ostile.
Netanyahu ha espresso la sua determinazione nel non tollerare ciò che definisce “ipocrisia e ostilità” da parte di Paesi che attaccano lo Stato di Israele anziché i regimi terroristici che minacciano la regione. Ha infine avvertito che qualsiasi guerra diplomatica contro Israele avrà un costo immediato e concreto.
Il ministro degli esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha confermato che la Spagna non potrà partecipare al Centro di coordinamento di Kiryat Gat, precisando che la decisione è stata comunicata anche agli Stati Uniti, che guidano l’istituzione. Sa’ar ha motivato il provvedimento sostenendo che il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez ha perso ogni capacità di essere un attore utile nell’attuazione del piano di pace promosso dall’ex presidente americano Donald Trump.
La replica di Madrid: accuse di calunnia e denuncia di violazioni
Da Madrid, la reazione è stata altrettanto dura. Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha definito “assurde e calunniose” le accuse israeliane, in particolare quelle espresse dal ministro israeliano della Diaspora, Amichai Chikli, che aveva accusato il governo spagnolo di “allinearsi al male assoluto” per via del suo approccio a Iran, Hamas ed Hezbollah.
Albares ha sottolineato che la Spagna ha condannato tutte le violazioni dei diritti umani, ha votato a favore di sanzioni contro il regime iraniano, inclusa la Guardia Rivoluzionaria, e ha richiesto l’immediata cessazione delle ostilità e la riapertura dello stretto di Hormuz. Inoltre, ha denunciato le azioni di Israele in Libano, giudicandole un tentativo di sabotare negoziati di pace imminenti.
Il ministro spagnolo ha inoltre richiamato il diritto di Israele alla pace e alla sicurezza, ribadendo però che lo stesso diritto spetta anche ai popoli palestinese e libanese. Albares ha infine rilanciato la richiesta di sospendere l’Accordo di Associazione tra l’Unione Europea e Israele, come misura di pressione diplomatica.






