Istanbul, 20 gennaio 2026 – La Turchia ha espresso una netta condanna nei confronti di alcuni manifestanti curdi che, durante una protesta tenutasi al valico di frontiera di Qamishli, sul confine turco-siriano, hanno abbassato la bandiera turca. La manifestazione era stata organizzata per protestare contro gli attacchi subiti dalle forze curdo-siriane Sdf nel nord della Siria.
La reazione ufficiale di Ankara
Burhanettin Duran, direttore delle comunicazioni del presidente Recep Tayyip Erdogan, ha definito l’atto di abbassare la bandiera come una “palese provocazione” e una mossa che “prende di mira la pace e gli sviluppi della nostra nazione nell’ambito della lotta al terrorismo“. Duran ha fatto riferimento al processo di pace avviato da oltre un anno tra Ankara e il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk). Ha inoltre sottolineato che “chi pianifica ed esegue tali azioni deve sapere che ogni minaccia alla sicurezza della Repubblica di Turchia e ogni aberrazione contro i nostri sacri valori incontrerà la risposta più ferma“.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, manifestazioni di solidarietà con il Rojava, la regione del nord-est siriano autonomamente controllata dalle forze curde da circa un decennio, si sono svolte non solo a Qamishli, sul lato siriano, ma anche a Nusaybin, sul lato turco. Durante la protesta organizzata dal partito filo-curdo Dem, terza forza parlamentare di Ankara, si sono registrati momenti di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine.
Contesto di tensione al confine turco-siriano
Il confine tra Turchia e Siria è da anni teatro di tensioni e scontri, derivanti dalla complessa situazione della guerra civile siriana, iniziata nel 2011, e dalle implicazioni regionali legate alla presenza di gruppi militari curdi e milizie islamiste. La Turchia ha più volte denunciato l’attraversamento illegale del confine da parte di miliziani e ha intrapreso operazioni militari per creare fasce di sicurezza. Negli ultimi anni, Ankara ha cercato di equilibrare la propria sicurezza nazionale con iniziative di dialogo, come il processo di pace con il Pkk, che tuttavia resta fragile e vulnerabile a episodi di questo tipo.
Il gesto dei manifestanti a Qamishli si inserisce in un quadro di crescenti proteste contro gli attacchi alle forze curde nel nord della Siria e riflette le tensioni persistenti nella regione, che continuano a influenzare i rapporti tra la Turchia e le comunità curde transfrontaliere.





