Taipei, 5 febbraio 2026 – La telefonata tra il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping ha suscitato reazioni contrastanti a Taiwan, ma è stata accolta con favore dall’isola, che vede in questo scambio un potenziale contributo per la stabilizzazione della regione. Tuttavia, le tensioni persistono, con la Cina che continua a intensificare la pressione militare su Taiwan, rivendicata da Pechino come territorio proprio.
Reazioni a Taiwan e dichiarazioni ufficiali
Il viceministro degli Esteri taiwanese Chen Ming-chi ha espresso un giudizio positivo sulla conversazione tra i due leader, sottolineando che nonostante le crescenti tensioni nello Stretto di Taiwan, la telefonata contribuirà a stabilizzare la situazione. Chen ha dichiarato: “Non siamo eccessivamente preoccupati per questa telefonata. Anzi, crediamo che contribuirà a stabilizzare la situazione, soprattutto perché la Cina continua ad esacerbare le tensioni nella regione”.
Poche ore prima, l’agenzia di stampa statale cinese Xinhua aveva riportato che Xi Jinping avrebbe detto a Trump che le controversie bilaterali potrebbero essere risolte attraverso il rispetto reciproco, ma ha anche invitato gli Stati Uniti a esercitare cautela nelle vendite di armi a Taiwan. Da parte sua, Trump ha definito l’incontro “eccellente” e ha affermato che i rapporti tra Stati Uniti e Cina, così come il suo rapporto personale con Xi, sono “estremamente buoni”.
Il presidente taiwanese Lai Ching-te, nel frattempo, ha rassicurato che la cooperazione tra Taipei e Washington non subirà cambiamenti a seguito dell’avvertimento di Xi a Trump di non vendere armi all’isola. “Le relazioni tra Taiwan e gli Stati Uniti sono solide come la roccia e tutti i programmi di cooperazione continueranno e non cambieranno”, ha affermato Lai durante una visita a una fabbrica tessile sull’isola, sottolineando l’esistenza di “eccellenti canali di comunicazione” tra i due paesi.
Il contesto geopolitico e militare
La telefonata avviene in un momento di particolare tensione nella regione dell’Indo-Pacifico. La Cina ha intensificato le sue attività militari intorno a Taiwan, rivendicando l’isola come parte integrante del proprio territorio e non escludendo l’uso della forza per una riunificazione. Gli Stati Uniti, pur non riconoscendo ufficialmente Taiwan come stato sovrano, rimangono il principale sostenitore e fornitore di armi per l’isola.
Nonostante la recente pubblicazione della nuova Strategia di Difesa Nazionale (NDS) degli Stati Uniti per il 2026, che non menziona esplicitamente Taiwan, l’amministrazione americana continua a scoraggiare l’espansione cinese nell’Indo-Pacifico. La telefonata tra Trump e Xi sembra riflettere un tentativo di gestire le tensioni evitando un’escalation militare, anche se le divergenze di fondo restano irrisolte.
Il dialogo tra i due leader, dunque, pur rappresentando un passo importante per la stabilità regionale, non modifica la complessa realtà delle relazioni tra Stati Uniti, Cina e Taiwan, caratterizzata da una delicata convivenza tra cooperazione diplomatica e rivalità strategica.






