Adré, 15 gennaio 2026 – La crisi degli sfollati in Sudan è la più grande di questo secolo, così ha dichiarato Barham Saleh, nuovo Alto Commissario dell’Onu per i Rifugiati, durante la sua recente visita ai campi profughi situati nella parte orientale del Ciad. Saleh si è recato presso il campo di Iridimi, che ospita circa 49.000 rifugiati sudanesi, parte del milione di persone fuggite dal conflitto armato in Sudan, iniziato nell’aprile 2023.
Un conflitto devastante e numeri allarmanti
Il conflitto interno tra esercito e paramilitari ha provocato finora decine di migliaia di morti e ha costretto oltre 14 milioni di cittadini sudanesi ad abbandonare le proprie case. “Oltre 1.000 giorni di conflitto in Sudan hanno causato immense sofferenze e rappresentano la più grande crisi di sfollamento della nostra epoca”, ha sottolineato Saleh, che ha esortato la comunità internazionale a prestare maggiore attenzione e a potenziare gli aiuti, giudicati finora insufficienti.
Il ruolo del Ciad nella crisi in Sudan
L’Alto Commissario ha inoltre lodato l’accoglienza generosa riservata dal Ciad ai rifugiati sudanesi, nonostante le risorse limitate del Paese. Come ha ricordato il ministro ciadiano degli Affari sociali, Zara Mahamat Issa, il Ciad ospita oggi più di un milione di rifugiati sudanesi e ha mantenuto le frontiere aperte. Issa ha espresso la speranza che Saleh possa portare la voce del Ciad ai donatori e alla comunità internazionale affinché il peso dell’accoglienza sia condiviso equamente.
Questa emergenza umanitaria si inserisce in un contesto geopolitico regionale complesso, con il Sudan che rimane sotto una giunta militare dopo anni di instabilità politica e conflitti interni. La situazione richiede un impegno coordinato e urgente per garantire assistenza e protezione a milioni di persone costrette a vivere in condizioni precarie lontano dalle loro case.






