Khartoum, 26 febbraio 2026 – Per la prima volta dall’inizio del conflitto civile in Sudan, scoppiato il 15 aprile 2023, un aereo dell’ONU è atterrato all’aeroporto internazionale di Khartoum, la capitale del Paese. L’evento rappresenta un segnale significativo per la comunità umanitaria, duramente colpita dalla guerra che ha causato decine di migliaia di vittime e milioni di sfollati.
Sudan, primo volo umanitario dell’ONU a Khartoum dopo tre anni
L’arrivo dell’aereo ONU a Khartoum è stato commentato con soddisfazione da Denise Brown, coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite in Sudan, che ha dichiarato: “Vorrei ribadire quanto sono felice di aver preso il primo volo umanitario dell’Onu per Khartoum in tre anni, è un evento importante per la comunità umanitaria”. Brown, nominata nel settembre 2025 “Resident and Humanitarian Coordinator” in Sudan, porta con sé oltre 25 anni di esperienza in situazioni di emergenza complesse, avendo ricoperto ruoli chiave anche in Ucraina e Repubblica Centrafricana.
Il conflitto in Sudan vede contrapporsi le Forze armate sudanesi guidate dal generale Abdel Fattah Abdelrahman Burhan e le Forze di Supporto Rapido (RSF), gruppo paramilitare sotto il comando di Mohamed Hamdan Dagalo. Il conflitto ha generato una crisi umanitaria senza precedenti: a gennaio 2025 si stimavano tra 60.000 e 150.000 vittime e oltre 11 milioni di sfollati interni ed esterni.
Il contesto della guerra e le difficoltà umanitarie
Il conflitto, nato da tensioni politiche e militari legate allo scioglimento delle RSF nell’esercito regolare, ha provocato una situazione estremamente critica. La capitale Khartoum ha visto momenti di conquista e riconquista da parte delle fazioni in lotta, rendendo difficile l’accesso degli aiuti umanitari. Inoltre, la crisi ha causato gravi episodi di carestia e un collasso delle infrastrutture sanitarie e civili.
L’atterraggio dell’aereo ONU rappresenta quindi un passo importante per il rifornimento di aiuti e per sostenere la popolazione civile, particolarmente vulnerabile dopo quasi tre anni di conflitto. Le Nazioni Unite continuano a sottolineare la necessità di un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli per portare assistenza alle aree più colpite.






