Pechino, 3 marzo 2026 – La crescente tensione nel Medio Oriente, con il rischio di chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, ha spinto la Cina a intensificare le pressioni su Teheran per garantire la libera circolazione del traffico marittimo in una delle rotte strategiche più importanti per il commercio energetico globale.
Pechino spinge per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz
Secondo quanto riportato da Bloomberg, citando fonti di aziende statali cinesi del settore del gas informate da funzionari governativi, Pechino ha sollecitato l’Iran a non interrompere il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, in particolare per quanto riguarda le esportazioni di energia dal Qatar. La Cina ha esortato Teheran a non prendere di mira le petroliere e le navi cisterna di gas naturale liquefatto in transito e a evitare attacchi contro centri di esportazione strategici come il Qatar.
La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha inoltre ribadito l’invito a tutte le parti coinvolte nel conflitto a mantenere la sicurezza nello Stretto di Hormuz, una via cruciale per il trasporto globale di petrolio e gas. Mao ha chiesto il cessate il fuoco immediato, la riduzione delle tensioni e la salvaguardia delle rotte marittime per evitare un impatto negativo sull’economia globale.
Il nodo della questione nucleare iraniana e le tensioni USA-Iran
Parallelamente, Pechino ha espresso preoccupazione per gli attacchi statunitensi contro l’Iran, denunciando violazioni del diritto internazionale durante il processo negoziale sul programma nucleare di Teheran. Mao Ning ha sottolineato l’importanza di una soluzione pacifica attraverso il dialogo, ricordando che il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, non ha riscontrato un programma sistematico di armi nucleari in Iran.
Dal lato iraniano, la decisione di chiudere o meno lo Stretto di Hormuz rimane nelle mani del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, come dichiarato dal generale Esmail Kowsari dei Guardiani della Rivoluzione. Gli Stati Uniti, invece, definiscono tale ipotesi una “mossa suicida”, sottolineando come l’intera economia iraniana dipenda dal passaggio attraverso questa via.
La situazione rimane estremamente tesa, con il rischio concreto di un’escalation che potrebbe avere ripercussioni sul mercato energetico mondiale e sulla stabilità della regione. La Cina si propone come mediatore per evitare un conflitto aperto e garantire la continuità delle forniture energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz.





