Roma, 22 marzo 2026 – L’Iran ha annunciato l’introduzione di un pedaggio da 2 milioni di dollari per alcune navi che transitano nello Stretto di Hormuz, una delle vie marittime più strategiche al mondo, fondamentale per il commercio globale di petrolio. La notizia è stata diffusa dal deputato iraniano Alaeddin Boroujrdi durante un’intervista alla televisione di Stato, come riportato dalla BBC. Tuttavia, la fonte britannica ha precisato di non essere in grado di verificare in modo indipendente questa affermazione.
L’imposizione del pedaggio nello Stretto di Hormuz
Secondo Boroujrdi, il nuovo regime di pedaggio nello Stretto riflette sia i costi della guerra in corso che la volontà di riaffermare l’autorità e il diritto della Repubblica Islamica dell’Iran sulla regione. Lo Stretto di Hormuz è un nodo cruciale per il passaggio di circa un terzo del petrolio trasportato via mare a livello mondiale, e qualsiasi cambiamento nelle condizioni di transito può avere ripercussioni significative sui mercati energetici internazionali.
Il rappresentante iraniano presso l’Organizzazione Marittima Internazionale ha dichiarato che il passaggio nello Stretto rimane aperto per tutte le navi, eccetto quelle considerate nemiche dall’Iran, sottolineando la disponibilità di Teheran a cooperare per migliorare la sicurezza marittima e proteggere i naviganti nel Golfo. Tuttavia, ha anche attribuito all’aggressione israeliana e statunitense la responsabilità dell’attuale situazione di tensione nell’area.
Contesto geopolitico e tensioni regionali
L’annuncio del pedaggio si inserisce in un contesto di crescente tensione tra Iran, Stati Uniti e Israele. Recentemente, l’Iran ha rivendicato l’uso di droni di nuova generazione, i modelli Arash-2 con autonomia di 2.000 km, in attacchi contro obiettivi israeliani, tra cui l’aeroporto Ben-Gurion di Tel Aviv, secondo quanto riferito dall’agenzia Tasnim, affiliata ai Pasdaran.
Parallelamente, Teheran ha posto sei condizioni per porre fine alla guerra con Washington e Tel Aviv, tra cui la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione e l’istituzione di un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz, indicativo dell’importanza strategica e simbolica di quest’area per la Repubblica Islamica.
Il panorama geopolitico resta quindi estremamente complesso, con l’Iran che intende consolidare la propria influenza sul Golfo e controllare uno snodo vitale per l’economia mondiale, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione le evoluzioni di questa delicata situazione.
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