Washington, 14 marzo 2026 – In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni nel Medio Oriente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un appello affinché più nazioni contribuiscano alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, cruciale via di transito per il petrolio mondiale.
Trump sollecita un impegno internazionale per la sicurezza dello Stretto di Hormuz
Attraverso un post sulla piattaforma Truth, Trump ha sottolineato che “molti Paesi, specialmente quelli colpiti dal tentativo dell’Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, invieranno navi da guerra in collaborazione con gli Stati Uniti d’America per mantenere lo Stretto aperto e sicuro“. Tra i Paesi che, secondo il presidente, dovrebbero partecipare a questa missione, figurano Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e altri stati penalizzati dalla chiusura artificiale della via navigabile.
Trump ha inoltre definito l’Iran un paese “totalmente decapitato”, facendo riferimento agli sviluppi bellici che hanno colpito la leadership iraniana nelle ultime settimane. A fine febbraio, Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi mirati in Iran, tra cui un raid sull’isola strategica di Kharg, da cui transita circa l’80% dell’export petrolifero di Teheran. Questi attacchi hanno provocato una reazione immediata da parte dell’Iran.
Il contesto regionale e le implicazioni globali
La crisi si inserisce in un quadro di grave instabilità, con pesanti ripercussioni sul mercato energetico globale, dovute sia al blocco dello Stretto di Hormuz sia alla riduzione della produzione iraniana. Recenti dichiarazioni di un funzionario iraniano riportate dalla CNN indicano che Teheran potrebbe consentire il passaggio di petroliere solo se il petrolio sarà scambiato in yuan, una mossa che segnerebbe un ulteriore allontanamento dal dollaro statunitense nel commercio energetico.
Nel frattempo, altri Paesi come Francia, Italia, Spagna e Turchia hanno inviato navi e aerei in aree strategiche come Cipro, a seguito di attacchi con droni contro basi britanniche. L’intervento internazionale si estende quindi al controllo e alla stabilità dell’intera regione del Golfo Persico.






