Chi siamo
Redazione
giovedì 19 Marzo 2026
  • Login
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
No Result
View All Result
  • Login
No Result
View All Result
Home Esteri

Stretto di Hormuz, la strategia iraniana: mine, minisottomarini e missili

Circa il 31% del greggio mondiale passa dal passaggio strategico: tra attacchi, minacce di mine e tensioni militari cresce il rischio per il commercio energetico globale

by Marco Andreoli
13 Marzo 2026
Stretto di Hormuz, nave thailandese centrata da missili iraniani

Stretto di Hormuz, nave thailandese centrata da missili iraniani | ANSA

Il conflitto nel Golfo Persico ha avuto come effetto quasi immediato il blocco della maggior parte del traffico di idrocarburi via nave attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei più importanti “colli di bottiglia” del commercio energetico mondiale. Circa il 31% del petrolio greggio e dei condensati globali attraversa questa stretta via marittima, e la grande maggioranza di questo flusso – circa l’84% – è destinata ai mercati asiatici. Lo scorso anno Cina, India, Giappone e Corea del Sud hanno assorbito complessivamente il 70% di tutto il petrolio transitato nello Stretto.

Le Guardie della Rivoluzione iraniane, i cosiddetti pasdaran, hanno effettivamente compiuto alcuni attacchi contro le poche petroliere che hanno tentato di attraversare Hormuz. Tuttavia non è stato imposto un vero blocco navale totale: Teheran ha preferito limitarsi a azioni sporadiche, accompagnate da forti minacce di colpire il traffico commerciale e provocare una possibile “strage di petroliere”.

La strategia iraniana: mine navali nello Stretto di Hormuz

Lo Stretto di Hormuz, nel suo punto più stretto tra l’isola iraniana di Qeshm e la penisola omanita di Musandam, misura appena circa 35 chilometri di larghezza. Nel corso della loro quasi cinquantennale storia, i pasdaran hanno sviluppato diverse tattiche per attaccare il naviglio mercantile e militare in transito, con l’obiettivo di bloccarlo di fatto.

Oggi l’Iran ha minacciato esplicitamente di minare lo Stretto. Una simile operazione obbligherebbe le forze navali statunitensi a intraprendere complesse e pericolose missioni di sminamento e scorta per mantenere aperta la rotta marittima, esponendo le navi al rischio di attacchi con droni e missili da crociera.

Teheran potrebbe posare mine utilizzando non solo le sue unità navali posamine – alcune di dimensioni ridotte – ma anche sistemi terrestri. Nel gennaio 2025 i pasdaran hanno mostrato immagini del sistema MLRS Fajr-5 mentre depositava mine navali durante un’esercitazione. Si tratta di un lanciarazzi multiplo montato su camion con quattro vettori, altamente mobile e rapidamente dispiegabile su diversi terreni, con una gittata compresa tra gli 80 e i 100 chilometri a seconda delle varianti.

Le capacità militari iraniane e la risposta occidentale

La mobilità del sistema Fajr-5 lo rende particolarmente adatto alla guerra asimmetrica e permetterebbe all’Iran di minare ampie aree dello Stretto di Hormuz riducendo l’esposizione delle proprie unità navali. Secondo stime basate su fonti OSINT, l’arsenale iraniano comprenderebbe tra 5.000 e 6.000 mine navali, incluse mine di fondo e mine di influenza, particolarmente difficili e lente da rimuovere.

In realtà, l’Iran non avrebbe bisogno di creare un campo minato perfetto: basterebbe il sospetto della presenza di mine per paralizzare il traffico commerciale e costringere la U.S. Navy a una lunga campagna di sminamento, condotta sotto la minaccia di missili, droni, minisottomarini e attacchi di piccole imbarcazioni veloci.

Tra i mezzi disponibili a Teheran figurano anche i minisottomarini della classe Ghadir, dei quali si ritiene possieda circa una ventina dopo che almeno uno è stato distrutto in attacchi statunitensi. A questi si aggiungono piccole unità navali pesantemente armate, alcune grandi quanto un motoscafo e dotate di razzi o missili da crociera, che possono essere trasportate persino da elicotteri tramite gancio baricentrico.

L’Iran dispone inoltre di missili da crociera antinave basati a terra appartenenti alle famiglie Noor e Qader, derivati da vettori cinesi degli anni Ottanta, e potrebbe anche utilizzare lanciarazzi non guidati come i BM-21 “Grad” di origine sovietica per colpire le grandi e lente petroliere in transito.

Tuttavia Teheran non controlla pienamente il proprio spazio aereo. Stati Uniti e Israele mantengono un significativo vantaggio nella sorveglianza e nella ricognizione grazie a droni ISR che possono operare quasi indisturbati ad alta quota, soprattutto dopo la distruzione o la neutralizzazione di diversi sistemi di difesa aerea iraniani, inclusi alcuni di produzione cinese.

In caso di escalation, la risposta statunitense verrebbe affidata ai gruppi aeronavali delle portaerei presenti nella regione e agli aerei in pattugliamento CAP (Combat Air Patrol), capaci di intervenire sugli obiettivi nel giro di pochi minuti. Ma nemmeno questa superiorità tecnologica garantirebbe la piena sicurezza del passaggio attraverso Hormuz: se l’Iran decidesse davvero di minare lo Stretto e attaccare il naviglio in transito, le operazioni aeronavali occidentali diventerebbero molto più complesse e logoranti.

Tags: ArmiIranNaviPetrolioStati UnitiStretto di Hormuz

Related Posts

Due raffinerie di petrolio colpite da droni in Kuwait
Esteri

Kuwait, droni contro due raffinerie di petrolio: gli aggiornamenti

Nuova minaccia di Trump all'Iran
Esteri

Iran, Trump minaccia Teheran: le parole del presidente USA

Gli attacchi dell'Iran fanno vittime in Cisgiordania
Esteri

Iran, gli attacchi di Teheran fanno vittime anche in Cisgiordania: diversi morti e feriti

Stati Uniti rilanciano i test sul railgun elettromagnetico per le navi del futuro
Esteri

Stati Uniti riprendono i test sul cannone elettromagnetico

Mojtaba Khamenei nuova Guida Suprema dell'Iran
Esteri

Khamenei: “I responsabili dell’uccisione di Larijani pagheranno per il sangue versato”

Alleanza tra Germania, Israele e Usa per difendere infrastrutture europee dai droni
Esteri

Alleanza tra Germania, Israele e Usa per difendere Europa dai droni

Articoli recenti

  • Ucraina, Orbán contro gli aiuti a Kiev: le reazioni dall’Ue
  • Terrorismo, Crosetto: “Centinaia di cellule iraniane dormienti in Italia”
  • Meningite: decretata l’allerta sanitaria pubblica in Gran Bretagna
  • Taglio delle accise, Salvini: “Durerà qualche settimana, poi guardare alla Russia”
  • Champions League, post Bayern-Atalanta: la conferenza stampa integrale di Palladino

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions - Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012 | Gestione editoriale e multimediale Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva: 16947451007 | Per la pubblicità: NewsCom S.r.l. – Divisione Testate on line - Sede legale: Via Assisi, 15 - 00181 Roma Capitale sociale: Euro 10.000,00 Codice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Roma n. 11903571005 | R.E.A. di Roma: 1335869 Visiona le nostre condizioni d'uso e la nostra politica sulla privacy & cookies.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
×
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
  • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
  • Milano Cortina 2026
  • Chi siamo
  • Redazione

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions - Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012 | Gestione editoriale e multimediale Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva: 16947451007 | Per la pubblicità: NewsCom S.r.l. – Divisione Testate on line - Sede legale: Via Assisi, 15 - 00181 Roma Capitale sociale: Euro 10.000,00 Codice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Roma n. 11903571005 | R.E.A. di Roma: 1335869 Visiona le nostre condizioni d'uso e la nostra politica sulla privacy & cookies.