New York, 13 gennaio 2026 – La politica sui visti Usa ha subito una svolta senza precedenti dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, avvenuto meno di un anno fa. Secondo i dati ufficiali del Dipartimento di Stato, sono stati revocati oltre 100 mila visti nel corso del 2025, con un incremento del 150% rispetto all’anno precedente sotto la presidenza di Joe Biden. Questa misura draconiana ha colpito principalmente titolari di visti turistici e d’affari che avevano oltrepassato i termini consentiti, ma anche persone coinvolte in reati quali guida in stato di ebbrezza, furti e aggressioni.
Revoca massiccia e controllo rafforzato sui social media
La stretta ha interessato anche circa 8.000 studenti e 2.500 lavoratori specializzati, con un focus particolare su coloro che, secondo le autorità, rappresentano un rischio per la sicurezza nazionale. L’amministrazione guidata da Trump, con il segretario di Stato Marco Rubio in prima linea, ha adottato una politica più rigorosa per la concessione dei visti, introducendo controlli approfonditi, che comprendono anche un’analisi dettagliata dei profili dei richiedenti sui social media.
Dal 28 maggio 2025, in seguito a un ordine diretto da Rubio, è stato sospeso il rilascio di nuovi appuntamenti per i visti degli studenti (F1, J1, M1) nei consolati statunitensi in Italia, includendo universitari, ricercatori e 10.000 adolescenti delle high school. Questa misura ha generato un vero e proprio caos, lasciando migliaia di giovani italiani in attesa e senza possibilità di fissare colloqui per il rinnovo o l’ottenimento del visto. La condizione impone la pubblicazione dei profili social per consentire le verifiche, una richiesta che ha suscitato molte polemiche in termini di privacy e libertà individuali.
Stretta sui visti Usa: le critiche
Il Dipartimento di Stato ha difeso la stretta come necessaria per la sicurezza del Paese, affermando che “continueremo a deportare i criminali per garantire la sicurezza dell’America”. Tuttavia, numerosi critici, avvocati dell’immigrazione e organizzazioni civili denunciano un uso eccessivo e discrezionale di questi provvedimenti, che spesso colpiscono anche chi non ha precedenti penali, inclusi studenti e ricercatori stranieri. Inoltre, il monitoraggio continuo su oltre 55 milioni di titolari di visti, attivato dallo scorso agosto, ha ampliato il campo delle revoche.
Nel contesto interno, Trump ha evidenziato in un discorso alla nazione come questa politica di immigrazione rigorosa sia parte del suo impegno per “mettere l’America al primo posto”, promettendo un rilancio economico e un controllo severo sulle frontiere. Mentre l’opposizione democratica accusa l’amministrazione di pratiche discriminatorie e di aver preso di mira anche persone con opinioni politiche divergenti, l’esecutivo repubblicano mantiene la linea dura, che si riflette nell’aumento record delle revoche di visti e nella gestione restrittiva dei flussi migratori e studenteschi.






