Washington, 13 marzo 2026 – Il Capo di Stato Maggiore americano, generale Dan Keane, ha annunciato in una conferenza stampa che l’artiglieria statunitense ha distrutto un sottomarino iraniano e altre imbarcazioni grazie all’impiego dei missili balistici MGM-140 ATACMS, capaci di colpire bersagli a distanze superiori ai 300 chilometri. Si tratta di un risultato storico, ha sottolineato Keane, che ha ricordato come nei primi 13 giorni dell’operazione siano stati effettuati i primi attacchi missilistici ad alta precisione in contesti di combattimento per penetrare in profondità nel territorio nemico.
L’impiego dei missili ATACMS e l’innovazione tattica
L’utilizzo degli ATACMS rappresenta una novità significativa nelle capacità di precisione dell’artiglieria statunitense. Questi missili balistici a corto raggio permettono di colpire con estrema accuratezza obiettivi strategici situati a notevole distanza, incrementando in modo sostanziale l’efficacia delle operazioni militari in contesti ad alta tensione. Il generale Keane ha evidenziato come questa tecnologia abbia consentito di neutralizzare asset navali critici dell’Iran, tra cui un sottomarino, creando un impatto operativo di rilievo.
Keane, complessità tattica nello stretto di Hormuz
A margine dell’annuncio, il generale Keane ha risposto indirettamente alle dichiarazioni di Pete Hegseth, che aveva sminuito le azioni iraniane nello stretto di Hormuz, definendo la zona un ambiente tatticamente complesso. Keane ha confermato questa valutazione, sottolineando come la regione presenti sfide operative significative per le forze statunitensi a causa delle caratteristiche geografiche e della presenza di numerosi asset navali e militari iraniani.
L’area dello stretto di Hormuz continua quindi a rappresentare un teatro di alta tensione e complessità strategica, in cui le capacità di precisione e portata dei missili come gli ATACMS assumono un ruolo cruciale nel garantire il successo delle missioni statunitensi e nel contenere le azioni nemiche.






