Doha, 10 aprile 2026 – Il primo ministro britannico Keir Starmer ha riaffermato oggi in Qatar la centralità della Nato come alleanza difensiva fondamentale per la sicurezza internazionale, rispondendo alle recenti critiche mosse dall’ex presidente americano Donald Trump nei confronti dei partner atlantici. La visita in Qatar rappresenta la tappa conclusiva di un tour di tre giorni nei Paesi del Golfo, enfatizzando l’importanza delle alleanze strategiche in una regione segnata da tensioni crescenti.
Per Starmer la Nato è un pilastro della sicurezza internazionale
Durante un incontro con la stampa, Starmer ha definito la Nato come un’alleanza difensiva che da decenni ci tiene più sicuri di quanto altrimenti saremmo. Questa dichiarazione arriva in un momento di tensioni crescenti nello Stretto di Hormuz, teatro di recenti blocchi e minacce che hanno avuto ripercussioni sul mercato energetico globale.
Il premier britannico ha sottolineato come, nonostante le polemiche sollevate da Trump in merito al mancato appoggio diretto alla guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, la cooperazione tra Paesi alleati rimanga essenziale per garantire la stabilità e la sicurezza globale. Starmer ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare la resilienza del Regno Unito di fronte a un mondo sempre più volatile e pericoloso, segnato da shock frequenti causati da conflitti internazionali.
Discussioni su opzioni militari per lo Stretto di Hormuz
In una telefonata avvenuta ieri sera con il presidente Trump, Starmer ha confermato di aver discusso le opzioni militari per garantire la navigabilità dello Stretto di Hormuz, fondamentale corridoio commerciale marittimo. «Stiamo mettendo insieme una coalizione di Paesi, lavorando a un piano politico e diplomatico, ma anche valutando le capacità militari e la logistica per il transito effettivo delle navi attraverso lo Stretto», ha dichiarato il premier.
Questa iniziativa si inserisce in un contesto di crescente instabilità nella regione, con attacchi missilistici iraniani e blocchi che hanno portato a un’impennata dei prezzi del petrolio e a una riduzione della produzione da parte di importanti produttori come QatarEnergy. Inoltre, la crisi della “special relationship” tra Washington e Londra, aggravata dalle critiche di Trump alla linea britannica, non ha rallentato l’impegno congiunto per affrontare le sfide strategiche in Medio Oriente.
Starmer ha inoltre espresso la sua frustrazione per l’aumento delle bollette energetiche nel Regno Unito, imputando le cause alle azioni internazionali di Putin e Trump, e ha ribadito la necessità di un piano a lungo termine per rendere il Paese meno dipendente dagli eventi globali.
Infine, il premier ha invitato a porre fine agli attacchi israeliani in Libano, evidenziando come essi minino la fragile tregua nel Medio Oriente, consolidando così la posizione britannica a favore della stabilità regionale.
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