Londra, 30 marzo 2026 – Il primo ministro britannico Keir Starmer ha confermato oggi la posizione del Regno Unito in merito al conflitto in Medio Oriente, sottolineando che il Paese non si farà trascinare in una guerra contro l’Iran. La dichiarazione giunge in un momento di forte tensione internazionale e di pressioni da parte del presidente americano Donald Trump, che ha criticato il tardivo e limitato sostegno di Londra alle operazioni militari statunitensi.
Starmer: “Questa non è la nostra guerra”
Nel corso di un evento nelle West Midlands, dedicato al lancio della campagna elettorale del Partito Laburista in vista delle amministrative del 7 maggio, Starmer ha ribadito che il governo manterrà una posizione ferma e indipendente. “Questa non è la nostra guerra e non ci lasceremo trascinare dentro”, ha dichiarato il premier, respingendo le critiche di Trump che si è detto “molto deluso” dall’ok ritardato sulle basi militari britanniche. Starmer ha sottolineato di voler evitare un coinvolgimento diretto nei raid contro l’Iran, limitando la collaborazione britannica a finalità strettamente difensive e senza autorizzare il decollo da Cipro di cacciabombardieri americani.
Durante il suo intervento, il leader laburista ha inoltre criticato sia le opposizioni di destra, quali i Tory di Kemi Badenoch e Reform UK di Nigel Farage, favorevoli a un coinvolgimento più attivo nel conflitto, sia i Verdi di Zack Polanski, che propongono l’uscita dalla NATO. Starmer ha definito “oltraggiosa” la reazione iraniana che ha coinvolto attacchi contro basi britanniche e Paesi alleati nel Golfo, ma ha ribadito che Londra intende perseguire una strategia di prudenza e diplomazia.
Incontro con i vertici dell’energia e pianificazione delle emergenze
Sempre oggi, a Downing Street, Starmer ha incontrato i principali fornitori di energia britannici, tra cui i vertici di Shell, BP e la norvegese Equinor, per discutere i piani di emergenza in risposta ai crescenti timori di penuria di carburanti, in particolare gasolio e carburante per aerei, provocati dall’escalation del conflitto in Medio Oriente. Il governo ha assicurato che le scorte attuali sono adeguate e ha invitato i consumatori a mantenere le proprie abitudini, soprattutto durante le festività pasquali.
Secondo alcuni esperti, tuttavia, la scarsità di gasolio potrebbe manifestarsi già dalla metà di aprile, con possibili disservizi nel settore aereo a livello globale. La ministra dell’Istruzione Bridget Phillipson ha definito “doveroso” pianificare ogni eventualità per evitare gravi conseguenze sul fronte energetico.
In questo contesto, la posizione di Starmer si distingue per un approccio cauto e pragmatico, volto a tutelare gli interessi nazionali senza farsi coinvolgere in un conflitto che il premier definisce “non nostro”. Questa linea politica, tuttavia, è oggetto di dibattito interno, con il rischio che possa influire sul consenso in vista delle elezioni amministrative imminenti e sulla stabilità della leadership laburista.






