Londra, 4 febbraio 2026 – Il premier laburista Keir Starmer ha annunciato un significativo cambiamento nella gestione della documentazione relativa alla controversa nomina di Peter Mandelson a ambasciatore britannico negli Stati Uniti, facendo marcia indietro dopo una dura opposizione interna al partito. La decisione riguarda il controllo sulla pubblicazione dei documenti, che in precedenza sarebbe spettato al governo, mentre ora sarà affidato alla Commissione per l’intelligence e la sicurezza (Isc) del Parlamento.
Starmenr, la rivolta nel Partito Laburista e la gestione dei file Mandelson
Durante il Question Time alla Camera dei Comuni, Starmer ha dovuto fare i conti con una “rivolta” di deputati laburisti, tra cui l’ex vice premier Angela Rayner, che hanno chiesto maggiore trasparenza sul caso Mandelson. L’ex uomo chiave del New Labour, ex membro della Camera dei Lord e ambasciatore licenziato nel settembre 2025, è al centro di un’inchiesta penale per presunti legami con il faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein. Le accuse includono il passaggio di informazioni e documenti riservati a Epstein durante il suo mandato ministeriale.
Starmer, messo alle strette dalle critiche, ha espresso pubblicamente il suo “rimpianto” per aver affidato un ruolo così delicato a Mandelson, ribadendo però l’impegno del governo per la massima trasparenza e per evitare ogni forma di insabbiamento interno. La questione ha dominato il dibattito parlamentare odierno, in seguito a una mozione presentata dai Conservatori che chiedeva di fare chiarezza sulla nomina.
Il ruolo della Camera dei Lord e la nuova procedura parlamentare
La Camera dei Lord, la camera alta del Parlamento britannico composta da membri nominati a vita o ereditari, è stata spesso al centro di discussioni sul potere e la trasparenza politica nel Regno Unito. Peter Mandelson, che ha fatto parte di questa istituzione fino al suo recente ritiro, ha rappresentato per anni una figura di spicco del Labour, nonché uno degli architetti del “New Labour”.
Ora, con l’emendamento destinato a essere approvato dal Parlamento, la gestione dei file sensibili che potrebbero compromettere la sicurezza nazionale e le relazioni internazionali passerà sotto il controllo diretto della commissione parlamentare Isc, aumentando così la supervisione indipendente sulle informazioni delicate.
La nuova modalità è vista come una risposta diretta alle tensioni interne al Partito Laburista e come uno strumento per migliorare la trasparenza e la responsabilità del governo nell’affrontare scandali di grande rilevanza politica e diplomatica.






