Colombo, 20 marzo 2026 – Lo Sri Lanka ha respinto una richiesta degli Stati Uniti d’America di stazionare due jet da guerra sull’isola, come ha reso noto il presidente Anura Kumara Dissanayake. La decisione è stata comunicata a seguito di una proposta statunitense avanzata a inizio marzo.
Il rifiuto della richiesta Usa
Il presidente dello Sri Lanka, in carica dal settembre 2024 e leader del partito di sinistra Potere Nazionale del Popolo, ha dichiarato che gli USA intendevano spostare due aerei da guerra armati con otto missili antinave dall’Africa orientale, dalla base di Gibuti, all’aeroporto internazionale di Mattala, nel sud dello Sri Lanka. La permanenza prevista era dal 4 all’8 marzo. Tuttavia, il governo di Colombo ha categoricamente negato tale autorizzazione.
Questa decisione si inserisce nel contesto di una crescente attenzione dello Sri Lanka verso la sovranità nazionale e nella gestione delle proprie relazioni internazionali, con particolare attenzione agli equilibri militari nella regione dell’Oceano Indiano.
Anura Kumara Dissanayake e la politica dello Sri Lanka
Anura Kumara Dissanayake, ex sindacalista e politico di lungo corso, è salito alla presidenza nel 2024 dopo una lunga carriera parlamentare e la guida del Fronte di Liberazione Popolare (JVP). Il suo governo ha intrapreso una serie di riforme sociali e politiche volte a rafforzare l’economia nazionale e a promuovere l’uguaglianza etnica e sociale. La sua coalizione ha ottenuto un’ampia maggioranza alle elezioni legislative del 2024.
La posizione adottata da Dissanayake nei confronti della richiesta statunitense riflette la linea di un governo che desidera mantenere il controllo sulle infrastrutture strategiche e limitare l’influenza militare straniera sul proprio territorio. La scelta di non autorizzare la presenza temporanea di jet armati evidenzia una chiara volontà di difesa della sovranità nazionale.
Gli Stati Uniti, che hanno una presenza militare globale e una rete di basi strategiche, non hanno rilasciato commenti ufficiali in merito alla risposta dello Sri Lanka. L’episodio conferma tuttavia la sensibilità crescente in Asia meridionale circa le questioni di sicurezza e geopolitica, con Paesi come lo Sri Lanka che cercano di bilanciare le pressioni delle grandi potenze.






