Roma, 28 gennaio 2026 – Bruce Springsteen, icona mondiale della musica rock e cantautore impegnato socialmente, ha pubblicato un nuovo brano intitolato “Streets of Minneapolis” in risposta agli episodi di violenza e terrore di Stato avvenuti recentemente a Minneapolis, nel Minnesota. La canzone, che richiama lo stile acustico e il contenuto politico di “Streets of Philadelphia”, è un grido di denuncia contro l’azione repressiva dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) nella città americana e un omaggio alle vittime di tali violenze.
La denuncia musicale contro il terrore di Stato
In “Streets of Minneapolis”, Springsteen descrive una città “in fiamme” dove i cittadini combattono sotto la pressione di un “esercito privato di Re Trump”, una chiara allusione all’intervento delle forze federali del DHS (Department of Homeland Security) per far rispettare la legge con modalità violente e oppressive. Il cantautore non risparmia critiche alla gestione politica e istituzionale, evocando la memoria di Alex Pretti e Renee Good, due persone uccise durante i raid dell’ICE. Nel testo, la loro morte è simbolo della brutalità e ingiustizia perpetrate contro comunità spesso vulnerabili, soprattutto immigrati.
Springsteen canta di voci che “risuonano nella notte” e impronte insanguinate “dove avrebbe dovuto esserci pietà”, sottolineando la gravità delle azioni compiute dalle autorità. Il brano si conclude con un monito forte e commovente: “Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti per le strade di Minneapolis”, riaffermando così l’impegno civile e la solidarietà verso le vittime e i cittadini coinvolti.
Bruce Springsteen: un artista impegnato e riconosciuto
Bruce Frederick Joseph Springsteen, nato nel 1949 nel New Jersey, è noto a livello globale come “The Boss” e rappresenta una delle voci più importanti della musica rock americana. Con una carriera iniziata negli anni Settanta e ancora attiva, Springsteen ha venduto oltre 120 milioni di dischi nel mondo e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui venti Grammy Awards, un Oscar e la Medaglia presidenziale della libertà, massima onorificenza civile degli Stati Uniti.
La sua musica è da sempre intrecciata con temi sociali e politici, raccontando le difficoltà degli “ultimi” e delle classi lavoratrici americane. Il suo impegno si è esteso anche al sostegno di campagne presidenziali e cause sociali, rendendolo non solo un artista, ma anche un attivista che utilizza il potere della musica per denunciare ingiustizie e sostenere i diritti umani.
La pubblicazione di “Streets of Minneapolis” rappresenta quindi un’ulteriore testimonianza della volontà di Springsteen di schierarsi contro ogni forma di oppressione e violenza di Stato, dando voce a chi è spesso silenziato e marginalizzato.





