Madrid, 25 febbraio 2026 – La Spagna rafforza la legislazione contro il consumo di bevande energetiche tra i giovani, annunciando un divieto totale per la vendita ai minori di 16 anni e altre restrizioni per gli under 18. La misura è stata presentata oggi a Barcellona da Pablo Bustinduy, ministro del Consumo, Diritti Sociali e Agenda 2030, come parte di una strategia più ampia per tutelare la salute dei più giovani e contrastare l’abuso di queste bevande.
Restrizioni più severe per bevande energetiche
Il nuovo regolamento vieta non solo la vendita di bevande energetiche ai minori di 16 anni, ma estende il divieto anche ai prodotti contenenti più di 32 milligrammi di caffeina per 100 millilitri per i ragazzi sotto i 18 anni. Questa normativa si aggiunge al divieto, già in vigore dallo scorso anno, di vendita di energy drink nelle scuole, previsto dal decreto sulle mense scolastiche sane e sostenibili.
Bustinduy ha sottolineato che “è un’evidenza scientifica che queste bibite energetiche rappresentano una minaccia per la salute dei giovani”, evidenziando l’ampio consenso sociale a sostegno della misura: secondo un sondaggio dell’Agenzia Spagnola di Sicurezza Alimentare e Nutrizione (Asean), il 91% degli spagnoli è favorevole al divieto per gli under 16, mentre il 54% lo estenderebbe fino ai 18 anni. La ricerca ha inoltre rilevato che circa un quarto dei consumatori ha consumato bevande energetiche, con quasi la metà che le combina con alcol, aumentando i rischi per la salute.
Azioni contro la pubblicità alimentare per i minori
Parallelamente a queste restrizioni, il governo spagnolo ha deciso di vietare la pubblicità di cibi considerati “malsani” – tra cui caramelle, succhi, gelati e bevande energetiche – durante le fasce orarie in cui i bambini sono davanti alla televisione o utilizzano altri media digitali. Questa decisione, annunciata dal ministro per la Tutela dei Consumatori Alberto Garzón, mira a combattere l’emergenza obesità infantile in Spagna, dove un bambino su tre è sovrappeso o obeso.
La regolamentazione si basa sugli standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e vieta la pubblicità di cinque categorie di prodotti alimentari non salutari sui canali accessibili ai minori, inclusi social media, app e riviste. L’obiettivo è ridurre l’esposizione dei giovani a messaggi promozionali che incoraggiano abitudini alimentari dannose.
Queste iniziative si inseriscono in un quadro europeo più ampio, con misure simili adottate in Germania, Norvegia, Ungheria, Polonia e nelle regioni spagnole di Galizia e Asturie, a testimonianza dell’attenzione crescente verso la tutela della salute pubblica nel contesto alimentare giovanile.






