Roma, 20 marzo 2026 – Un recente sondaggio Reuters/Ipsos rivela che circa il 65% degli americani ritiene che il presidente Donald Trump ordinerà l’invio di truppe in una guerra di terra su larga scala in Iran, mentre solo il 7% è favorevole a tale ipotesi. Il gradimento generale di Trump si mantiene stabile al 40%, secondo l’indagine conclusa ieri.
Il sostegno degli elettori di Trump alla guerra in Iran
Secondo un sondaggio condotto da Politico tra il 13 e il 18 marzo dalla società londinese Public First, il 70% degli elettori che hanno votato Trump nel 2024 appoggia gli attacchi contro l’Iran. Il sostegno è trasversale, coinvolgendo sia chi si identifica nel movimento Maga (81%) sia chi non si riconosce in esso (61%). Questo supporto si fonda principalmente sulla fiducia nelle dichiarazioni del presidente che ha assicurato un coinvolgimento a breve termine degli Stati Uniti nel conflitto.
Tuttavia, la questione della perdita di vite umane rappresenta una linea di frattura tra gli elettori: il 58% dei sostenitori Maga ritiene accettabile sacrificare vite americane per raggiungere gli obiettivi in Iran, mentre tra gli elettori non Maga la divisione è più netta, con il 41% contrario a ulteriori perdite anche a costo di non completare gli obiettivi militari.
Aggiornamenti sull’operazione militare e le tensioni in Medio Oriente
A giorni dall’inizio dell’operazione militare denominata ‘Epic Fury’, Trump ha dichiarato che l’intervento contro Teheran procede meglio del previsto, nonostante la morte di diversi militari statunitensi. Ha inoltre avvertito che “il peggio per il regime di Teheran deve ancora arrivare” e non ha escluso l’eventuale invio di truppe sul terreno se necessario.
Gli obiettivi principali dell’operazione sono stati elencati dal presidente americano: distruggere le capacità missilistiche e navali dell’Iran, impedire che il Paese ottenga armi nucleari e bloccare il sostegno del regime iraniano a gruppi terroristici nel Medio Oriente. Nel frattempo, la tensione si estende anche negli Stati vicini, con attacchi a ambasciate Usa in Arabia Saudita e Kuwait e raid israeliani contro obiettivi a Teheran.
La situazione resta in evoluzione, con il Dipartimento di Stato americano che ha invitato i cittadini statunitensi a lasciare immediatamente i Paesi del Medio Oriente per motivi di sicurezza. Il conflitto in Iran si configura come una crisi di vasta portata che potrebbe durare a medio termine, come indicano fonti di intelligence occidentali e il crescente coinvolgimento nella regione.






