Lubiana, 22 marzo 2026 – Sono aperti da questa mattina alle ore 7 i seggi in Slovenia per le elezioni parlamentari, un appuntamento che si preannuncia particolarmente combattuto. La sfida principale vede contrapporsi il premier uscente Robert Golob, leader del movimento liberale Movimento Libertà, e l’ex primo ministro ultraconservatore Janez Janša, capo del Partito Democratico Sloveno (SDS). I cittadini chiamati al voto sono poco meno di 1,7 milioni, chiamati a eleggere i 90 deputati che comporranno il nuovo parlamento.
Elezioni in Slovenia: una corsa serrata tra due leader storici
Il confronto elettorale si presenta all’insegna di un acceso duello politico tra due figure di spicco della politica slovena. Robert Golob, in carica dal giugno 2022, ha guidato il paese con una coalizione di centro-sinistra, composta dal suo Movimento Libertà, dai Socialdemocratici e dalla Sinistra, ottenendo una maggioranza parlamentare. Con un background accademico di alto livello in ingegneria elettrica e una carriera da imprenditore nel settore energetico, Golob è noto per una linea politica più liberale e progressista, con posizioni critiche verso le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza e un impegno verso il riconoscimento dello Stato di Palestina.
Dall’altra parte, Janez Janša, che ha ricoperto la carica di primo ministro in tre diversi mandati, rappresenta l’ala conservatrice e nazionalista. Leader del Partito Democratico Sloveno dal 1993, Janša ha guidato il paese con un approccio fortemente conservatore e anti-immigrazione, rafforzando i legami con leader europei di destra come Viktor Orbán. La sua figura è stata spesso al centro di controversie e accuse di estremismo politico.
Contesto elettorale e aspetti procedurali
Sono stati segnalati numerosi casi di presunte violazioni del silenzio elettorale, entrato in vigore alla mezzanotte di ieri, in particolare attraverso post sui social network, che sono al momento sotto esame da parte delle autorità competenti. La chiusura dei seggi è prevista per le ore 19 di oggi.
Parallelamente, la Commissione elettorale slovena ha respinto il ricorso presentato dal Partito Democratico Sloveno riguardo a presunte irregolarità nella costituzione dei collegi per il voto anticipato, che si è svolto da martedì a giovedì. Il presidente della Commissione ha dichiarato che tale organismo non ha competenze per esaminare eventuali irregolarità in quella fase, rinviando la valutazione a livello dei singoli collegi elettorali.
Queste elezioni rappresentano un momento cruciale per la Slovenia, con un sistema parlamentare che prevede una soglia di sbarramento al 4% per accedere al parlamento, e quindi una competizione serrata tra i 15 partiti ammessi, con centinaia di candidati in lizza. Il risultato sarà seguito con grande attenzione anche a livello internazionale, data la crescente importanza della Slovenia nel contesto europeo e il ruolo svolto dai suoi leader nella politica regionale.

