Washington, 14 gennaio 2026 – A dieci anni dall’emergere della sindrome dell’Avana, un misterioso insieme di disturbi psicofisici che ha colpito inizialmente il personale diplomatico statunitense a L’Avana, le indagini continuano a intrecciarsi tra scienza, intelligence e geopolitica. Le ultime rivelazioni confermano l’interesse del Dipartimento della Difesa USA verso un dispositivo a onde radio pulsate, potenzialmente collegato a questi casi, che si estendono ormai in diverse sedi diplomatiche nel mondo.
La sindrome dell’Avana: sintomi e teorie
Dal 2016, diplomatici e agenti di varie ambasciate hanno riportato sintomi quali vertigini, forti mal di testa, nausea e perdita dell’udito, riconducibili a un trauma cranico. L’ipotesi di un attacco energetico mirato, forse con armi a microonde o onde radio pulsate, è stata a lungo discussa ma mai confermata in modo definitivo. Nel 2020, uno studio delle National Academies of Sciences ha indicato come plausibile la causa di un’arma ad energia diretta, ma nessuna prova concreta è stata ancora trovata. Nel frattempo, la CIA ha escluso in larga parte la possibilità di un attacco deliberato, riconducendo molti casi a fattori ambientali o condizioni mediche preesistenti.

Il dispositivo segreto e le armi a energia diretta
Secondo fonti investigative della CNN e della giornalista Sasha Ingber, il Pentagono avrebbe acquisito un dispositivo capace di emettere onde radio pulsate, oggetto di test approfonditi. Questo strumento, in parte composto da componenti russe, potrebbe essere potenzialmente portatile e nascosto in uno zaino, aumentando il rischio di una diffusione non tracciabile di armi a energia diretta. Tuttavia, la reale efficacia a distanza di un simile dispositivo resta ancora un enigma, considerando le limitazioni energetiche e di portata.
Parallelamente, gli Stati Uniti dispongono già di sistemi energetici non letali come l’Active Denial System (ADS), impiegato per il controllo delle folle tramite microonde che provocano dolore cutaneo senza danni permanenti. Alcuni eventi recenti in Venezuela, dove soldati avrebbero subito sintomi simili a quelli della sindrome dell’Avana, sono più compatibili con armi acustiche ad alta intensità, non con armi a energia diretta trasportabili via elicottero.






