Washington D.C., 8 gennaio 2026 – Il Senato Usa ha approvato una risoluzione bipartisan che limita i poteri del presidente Donald Trump di intraprendere azioni militari contro il Venezuela senza l’autorizzazione del Congresso. La misura, votata con 52 favorevoli e 47 contrari, rappresenta un significativo freno all’operato del presidente repubblicano, suscitando ampio dibattito politico.
La risoluzione del Senato Usa
La risoluzione, promossa dal senatore democratico Tim Kaine e sostenuta anche da alcuni senatori repubblicani come Rand Paul, Todd Young, Lisa Murkowski e Josh Hawley, mira a garantire che qualsiasi intervento militare contro il Venezuela debba avere il consenso del Congresso. Rand Paul ha sottolineato la necessità di un dibattito pubblico e di un voto prima di impegnare gli Stati Uniti in conflitti armati, mettendo in guardia dal rischio di una guerra senza controllo legislativo. L’approvazione arriva in un momento di crescente tensione tra Washington e Caracas, dopo una serie di raid militari statunitensi contro navi sospettate di traffico di droga nei Caraibi.
Contesto e conseguenze politiche
L’iniziativa legislativa si inserisce in un quadro di forte divisione politica. I democratici e alcuni repubblicani hanno espresso forti critiche verso le operazioni militari non autorizzate e la mancanza di trasparenza sulle vittime e gli obiettivi. Nel frattempo, l’ammiraglio Alvin Holsey, capo del Comando meridionale degli Stati Uniti (SouthCom), ha annunciato il suo ritiro, aumentando le pressioni sull’amministrazione Trump e sul Congresso. Alla Camera dei Rappresentanti, dove i repubblicani mantengono una maggioranza, il percorso della risoluzione appare più incerto.
Il presidente venezuelano Nicolás Maduro nel frattempo è stato catturato ed è detenuto nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn a New York. La situazione rimane quindi tesa, con il Congresso americano chiamato a definire i limiti del potere esecutivo in materia di interventi militari.






