Bruxelles, 20 febbraio 2026 – I gruppi parlamentari S&D, Renew Europe e Verdi/ALE hanno espresso una netta presa di posizione contro la partecipazione della Commissaria europea Dubravka Šuica al Board of Peace, un’iniziativa diplomatica che definiscono politicamente contestata e senza un mandato definito. In una nota congiunta, i leader di questi gruppi hanno sottolineato come tale coinvolgimento rischi di perturbare l’equilibrio istituzionale dell’Unione Europea e violare il principio di leale cooperazione tra istituzioni comunitarie e Stati membri.
Critiche al Board of Peace
Iratxe García Pérez, presidente del gruppo S&D, insieme a Valérie Hayer di Renew Europe, Bas Eickhout e Terry Reintke, co-presidenti del gruppo Verdi/ALE, hanno evidenziato che la partecipazione di Šuica alla sessione inaugurale del Board of Peace è avvenuta senza alcun mandato del Consiglio dell’Unione Europea, aggirando le procedure istituzionali previste. La presenza della Commissaria è stata definita un grave errore di giudizio da un punto di vista istituzionale, giuridico e politico.
Nel comunicato si invita pertanto la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a prendere chiaramente le distanze dal Board of Peace, a evitare ulteriori forme di partecipazione della Commissione e a non inviare osservatori a tale iniziativa. Si sottolinea inoltre che concedere visibilità e legittimità implicita al Board of Peace potrebbe indebolire l’autorità delle Nazioni Unite, che rimangono il principale organismo internazionale per la mediazione e i processi di pace riconosciuti globalmente.
Il ruolo di Dubravka Šuica nella Commissione europea
Dal 1º dicembre 2024, Dubravka Šuica ricopre il ruolo di Commissaria europea per il Mediterraneo nella Commissione von der Leyen II, incarico che la vede impegnata nella realizzazione di un nuovo patto per il Mediterraneo e nella gestione di tematiche legate alla demografia e alla cooperazione con i paesi del Vicino Sud. In precedenza, è stata vice-presidente della Commissione europea e ha avuto una lunga carriera politica tra Parlamento europeo, governo croato e amministrazione locale.
La sua partecipazione al Board of Peace, tuttavia, ha suscitato forti reazioni istituzionali, con i gruppi parlamentari di maggioranza che chiedono un ritorno al rispetto rigoroso dei trattati comunitari e delle competenze attribuite alle varie istituzioni europee.






