Canterbury, 25 marzo 2026 – Sarah Mullally è stata ufficialmente insediata oggi come primo Arcivescovo di Canterbury donna nella storia della Chiesa d’Inghilterra. La cerimonia solenne si è svolta nella millenaria Cattedrale di Canterbury, coronando un processo di nomina che ha segnato un momento storico per la più antica confessione di Stato britannica, fondata dopo lo scisma anglicano del 1534.
Un evento storico per la Chiesa d’Inghilterra
La nomina di Sarah Mullally, 63 anni, ex infermiera e già prima donna vescovo di Londra, rappresenta una svolta epocale nella gerarchia anglicana. Dopo un passato di rilievo nella sanità pubblica, dove ha ricoperto il ruolo di Chief Nursing Officer per l’Inghilterra, Mullally ha progressivamente scalato le cariche ecclesiastiche fino a diventare la 106ª arcivescovo di Canterbury. La sua elezione, approvata formalmente dal Re Carlo III, mette fine a secoli di guida esclusivamente maschile iniziata con Sant’Agostino da Canterbury nel VI secolo.
Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha espresso nel Question Time a Westminster le sue congratulazioni, sottolineando l’importanza della Chiesa d’Inghilterra nel tessuto sociale e culturale del Regno Unito. Starmer ha accolto con favore questa nomina, evidenziando come la Chiesa e le sue istituzioni svolgano un ruolo chiave nelle comunità nazionali.
La cerimonia e le sfide del nuovo incarico
L’intronizzazione ufficiale di Mullally, pur celebrata in un clima di rinnovato allarme per una recente epidemia di meningite nel Kent, si è svolta regolarmente con la partecipazione di circa 2000 ospiti, tra cui i Principi di Galles, William e Kate, rappresentanti della Corona e figure di rilievo della società britannica.
Nel suo primo discorso pubblico, Mullally ha ricordato il peso della responsabilità ricevuta, giunta dopo una fase turbolenta segnata dalle dimissioni del suo predecessore, Justin Welby, coinvolto in scandali relativi alla gestione di abusi sessuali nella Chiesa. Ha inoltre ringraziato il sostegno delle donne fedeli, sottolineando il valore simbolico della sua nomina come prima donna a dirigere la Chiesa anglicana dopo 105 arcivescovi uomini.
La sua posizione è vista come un passo avanti verso la modernizzazione della Chiesa, in un Regno Unito sempre più multietnico e multiculturale, dove la fede assume forme diverse e spesso più personali. Questo evento riflette anche un momento di transizione per la monarchia, il cui capo nominale è Re Carlo III, il quale ha recentemente confermato il suo ruolo di “Custode Suprema” della Chiesa d’Inghilterra.
La nomina di Sarah Mullally come Arcivescovo di Canterbury rappresenta dunque non solo un traguardo personale, ma anche un simbolo di cambiamento e inclusione all’interno della tradizione secolare della Chiesa anglicana.






