L’Avana, 31 marzo 2026 – Sandro Castro, nipote dell’iconico leader rivoluzionario Fidel Castro, ha rilasciato un’intervista a Cnn che ha acceso nuovamente i riflettori sul futuro politico ed economico di Cuba. Il giovane influencer di 33 anni ha espresso un’opinione netta e controversa: “Credo che la maggioranza dei cubani voglia essere capitalista, non comunista”.
Sandro Castro e la sua visione del capitalismo a Cuba
Nel corso dell’intervista, Sandro ha sottolineato che a Cuba esiste un crescente desiderio di adottare un modello economico più aperto e improntato al capitalismo, pur mantenendo il rispetto per la sovranità nazionale. “Ci sono molte persone qui che vogliono praticare il capitalismo nel rispetto della sovranità nazionale”, ha detto, aggiungendo che è necessario “aprire il modello economico e eliminare la burocrazia” per favorire il progresso del Paese.
Nonostante le sue critiche al sistema attuale, legato alla continuità promossa dall’attuale presidente cubano Miguel Díaz-Canel, Sandro si definisce un “rivoluzionario di idee, di progresso, di cambiamento”. I suoi video, spesso ironici e criticati dal castrismo, gli hanno garantito una notevole popolarità sui social media, con oltre 150.000 follower su Instagram, dove mostra uno stile di vita in netto contrasto con le difficoltà economiche di molti cubani.
Il peso storico di Fidel Castro e le sfide attuali di Cuba
Fidel Castro, figura centrale della storia politica cubana del Novecento, ha guidato la rivoluzione che ha trasformato l’isola dal 1959 fino al 2008, ricoprendo ruoli di vertice come primo ministro e presidente del Consiglio di Stato. Nato nel 1926 a Birán, Castro ha fondato il regime comunista cubano, caratterizzato da una forte opposizione agli Stati Uniti e da una profonda trasformazione sociale. Nonostante i progressi sociali riconosciuti dai suoi sostenitori, il suo governo è stato oggetto di critiche per violazioni dei diritti umani e repressione politica.
Oggi, Cuba affronta una crisi economica aggravata da sanzioni internazionali, carenze di beni di prima necessità e frequenti blackout. In questo contesto, le dichiarazioni di Sandro Castro rappresentano un segnale significativo di cambiamento generazionale e politico, che riflette le tensioni interne tra l’eredità rivoluzionaria e le esigenze di riforma economica.





