Bruxelles, 13 gennaio 2026 – Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha dichiarato oggi al forum Global Europe, organizzato dal gruppo Renew all’Europarlamento, che l’era della sicurezza europea affidata esclusivamente agli Stati Uniti è terminata. Un passaggio che segna un cambiamento significativo nell’approccio alla difesa e alla sicurezza del Vecchio Continente.
Rutte, maggiore responsabilità europea nella sicurezza
Secondo Rutte, gli USA rimangono fortemente impegnati nella Nato, ma Europa e Canada devono assumersi maggiori responsabilità per la propria difesa. “Questo è giusto”, ha sottolineato il segretario generale, aggiungendo che la spinta a incrementare le spese militari da parte di alcuni leader, come il presidente Trump, ha avuto un ruolo importante nel rafforzare l’impegno degli alleati.
Ha ricordato come, ad esempio, Paesi come Spagna, Italia e Belgio, che all’inizio del 2023 avevano spese per la difesa sotto il 2% del PIL, abbiano raggiunto o stiano raggiungendo tale soglia grazie alle pressioni esterne. Rutte ha inoltre evidenziato che senza la spinta di Trump, la Nato difficilmente avrebbe concordato l’obiettivo di arrivare entro il 2035 a una spesa complessiva per la difesa almeno del 5% del PIL, con un minimo del 3,5% destinato alla spesa “di base”.
L’obiettivo è mantenere un vantaggio strategico rispetto a minacce come la Russia, la Cina e la Corea del Nord, che secondo Rutte stanno cooperando tra loro, rappresentando una sfida globale per la sicurezza.

Condanna della violenza in Iran e futuro della leadership Nato
Durante il medesimo evento, Mark Rutte ha espresso ferma condanna per la violenta repressione delle proteste in Iran, definendo “ripugnante” l’uso massiccio della forza da parte del regime di Teheran contro la propria popolazione. Ha riferito che gli alleati della Nato sono in costante contatto per monitorare la situazione, augurandosi un miglioramento soprattutto per il popolo iraniano, distinto dalla leadership attuale.
Infine, rispondendo a una domanda sul proprio futuro, Rutte ha detto che non sta pensando di lasciare l’incarico di segretario generale della Nato, ma è consapevole che un successore arriverà. Ha ribadito il suo apprezzamento per il ruolo e sottolineato il sostegno collettivo nei confronti dell’Alleanza, più che a una singola persona.
Mark Rutte, in carica dal 1° ottobre 2024 come segretario generale della Nato, guida un’Alleanza che si trova a un bivio storico, con la necessità di un maggiore protagonismo europeo nella sicurezza e sfide globali complesse da affrontare in modo condiviso.
Un impegno condiviso per la sicurezza dell’Artico
Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha sottolineato oggi l’unità dell’Alleanza Atlantica sulla questione della sicurezza nell’Artico e ha annunciato che nelle prossime settimane sono attese nuove discussioni per rafforzare l’impegno collettivo nella regione.
Durante un intervento al forum Global Europe, organizzato dal gruppo Renew all’Europarlamento, Mark Rutte ha evidenziato l’importanza di garantire che l’Artico rimanga una zona sicura, promuovendo la collaborazione tra i sette Paesi che si affacciano su questa area strategica, inclusi gli Stati Uniti. Il Consiglio Nord Atlantico si è riunito a livello di ambasciatori per discutere la necessità di intensificare l’impegno congiunto.
Rutte ha inoltre fatto riferimento agli investimenti in corso da parte della Danimarca, che sta potenziando le proprie capacità navali, dotandosi di sistemi a lungo raggio, acquistando ulteriori caccia F-35 e sviluppando capacità di rifornimento in volo. Questi sforzi mirano a proteggere non solo la Danimarca, ma l’intera Alleanza, con particolare attenzione alla sicurezza della Groenlandia.
Il segretario generale ha ribadito che all’interno della NATO non vi sono disaccordi sulla sicurezza dell’Artico e che anche altri alleati, come Regno Unito e Germania, si sono espressi con fermezza nel voler contribuire alla tutela della regione.

La minaccia russa e le nuove sfide strategiche
Nel corso dello stesso intervento, Rutte ha definito la Russia come la minaccia più significativa e duratura per la sicurezza dell’Alleanza. Ha ricordato come Mosca continui a produrre equipaggiamenti militari e a mettere alla prova l’Occidente attraverso attacchi informatici e altre azioni aggressive. Rutte ha sottolineato che non vi sono segnali che il modello di comportamento russo possa cambiare a breve termine, evidenziando anche la collaborazione di Mosca con Cina, Iran e Corea del Nord.
Queste dichiarazioni si inseriscono nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina iniziata nel 2022, conflitto che ha segnato un’accelerazione nelle tensioni tra la NATO e la Russia e ha portato l’Alleanza a rafforzare la propria presenza e cooperazione militare, anche nell’Artico, area di crescente interesse strategico.
Mark Rutte ha espresso ottimismo per i prossimi passi da compiere, sottolineando che l’unità e il coordinamento tra gli Stati membri della NATO saranno fondamentali per affrontare le sfide future e garantire la sicurezza della regione artica e dell’Alleanza nel suo complesso.






