Mosca, 3 gennaio 2026 – Anche la Russia ha rilasciato delle dichiarazioni ufficiali su quanto accaduto in queste ore a Caracas in seguito all’attacco aereo degli USA in Venezuela, condannando l’attacco di Trump e auspicando il dialogo.
Venezuela, tensione internazionale e posizione della Russia
La crisi in Venezuela ha assunto una dimensione internazionale con l’intervento del ministero degli Esteri russo. Maria Zakharova ha annunciato che Mosca rilascerà a breve una dichiarazione riguardante quella che definisce un'”aggressione statunitense” contro il Venezuela.
L’ambasciata russa a Caracas ha riferito di non aver subito danni in seguito alle recenti esplosioni segnalate nel Paese. Il vicepresidente del Consiglio federale russo, Konstantin Kosachev, ha inoltre denunciato la violazione del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti, affermando che il Venezuela non rappresenta alcuna minaccia militare, umanitaria, criminale o legata al narcotraffico, smentita anche da agenzie specializzate delle Nazioni Unite.
Intanto, la crisi venezuelana si intreccia con le tensioni energetiche globali, con le restrizioni statunitensi sulle esportazioni di petrolio venezuelano, un settore strategico per l’economia locale e di interesse geopolitico internazionale.
In un momento di forte tensione internazionale, il ministero degli Esteri russo ha ribadito l’importanza di evitare un’escalation ulteriore in Venezuela e si è dichiarato disponibile a sostenere un processo di dialogo tra le parti coinvolte. La dichiarazione è giunta in risposta agli eventi recenti che hanno visto un attacco armato, attribuito agli Stati Uniti, contro il Venezuela.
Mosca e Minsk condannano l’aggressione e auspicano il dialogo
In una nota ufficiale diffusa oggi, la diplomazia russa ha espresso una netta condanna dell’aggressione armata degli Stati Uniti contro il Venezuela. Nel comunicato si legge che l’attacco ha suscitato “profonda preoccupazione e condanna”. La Russia invita tutti i partner coinvolti in dispute a cercare la risoluzione dei problemi attraverso il dialogo, sottolineando la propria disponibilità a sostenere iniziative in tal senso: “Siamo pronti a sostenerli in questo”, afferma il ministero.
Il ministero degli Esteri russo ha espresso forte preoccupazione riguardo alle notizie di un presunto allontanamento forzato del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie dal Venezuela. In una dichiarazione ufficiale pubblicata sul sito del ministero, la Russia ha definito tale azione, qualora confermata, come “un’inaccettabile violazione della sovranità di uno Stato indipendente”, sottolineando la necessità di un chiarimento immediato della situazione.
La portavoce della presidenza bielorussa, Natalya Eismont, ha ricordato che il presidente Aleksandr Lukashenko aveva parlato delle conseguenze di un eventuale attacco Usa al Venezuela, che si sarebbe rivelato “un secondo Vietnam“. Lukashenko ha parlato delle conseguenze proprio di recente in un’intervista con giornalisti statunitensi. In particolare, ha affermato che “Sarà un secondo Vietnam e gli americani non ne hanno bisogno“, ha dichiarato la portavoce presidenziale all’agenzia di stampa bielorussa BelTA.
Anche dagli USA storcono il naso
L’amministrazione Trump non ha notificato potenziali attacchi in Venezuela alla commissione dei servizi delle forze armate del Senato. Lo riporta Cnn citando alcune fonti. La polemica sull’operazione è già iniziata con i democratici che accusano Donald Trump di averli lasciati all’oscuro.
“Non c’è motivo per noi di essere in guerra con il Venezuela“, ha detto il senatore democratico Ruben Gallego, sottolineando che questa “guerra è illegale. È imbarazzante passare dall’essere poliziotti del mondo a essere bulli del mondo“, ha aggiunto. “Avremmo dovuto imparare a non cacciarci in un’altra stupida avventura“, gli ha fatto eco il senatore democratico Brian Schatz.
La preoccupazione di Berlino
Il ministero degli Esteri tedesco segue “con grande preoccupazione” la situazione in Venezuela, “che viene monitorata costantemente” e che è “in parte ancora poco chiara“. Lo riporta il quotidiano Bild, spiegando come il ministro degli Esteri è in contatto con l’ambasciata tedesca a Caracas. Riunita l’unità di emergenza del governo e “siamo in stretto contatto con i nostri alleati“.
La condanna iraniana all’aggressione Usa
Il regime iraniano ha espresso una netta condanna nei confronti dell’attacco militare statunitense al Venezuela, intervenuto questa mattina dopo una serie di esplosioni che hanno scosso Caracas e altre città venezuelane. La posizione ufficiale di Teheran riafferma il proprio sostegno al presidente de facto Nicolás Maduro Moros, confermando l’asse politico e strategico tra i due Paesi.
In una nota diramata dal ministero degli Esteri iraniano, il governo di Teheran ha definito l’attacco statunitense una “flagrante violazione della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale del Venezuela“, accusando Washington di aver compiuto un atto di “aggressione illegale“. L’Iran ha inoltre criticato l’uso della forza da parte degli USA, richiamando il rispetto del diritto internazionale e ribadendo il proprio sostegno al governo di Caracas guidato da Maduro.
Questa presa di posizione si inserisce nel contesto di una collaborazione rafforzata negli ultimi anni tra i due Paesi, che ha visto non solo un’intensificarsi delle relazioni politiche, ma anche un consolidamento dei rapporti economici e strategici. Maduro, al potere dal 2013 e rieletto per un nuovo mandato, è storicamente uno stretto alleato della Repubblica islamica, che lo considera un baluardo contro l’influenza statunitense in America Latina.
La Colombia schiera l’esercito al confine con il Venezuela
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha annunciato il dispiegamento dell’esercito lungo la frontiera con il Venezuela, precisando che a un rafforzamento della presenza della forza pubblica si affiancherà anche l’impiego di tutte le risorse assistenziali disponibili, in previsione di un eventuale afflusso massiccio di rifugiati.
Petro ha inoltre reso noto che l’ambasciata della Colombia in Venezuela è pienamente operativa e attiva nella gestione delle richieste di assistenza da parte dei cittadini colombiani presenti nel Paese. Sul piano diplomatico, il capo dello Stato ha ricordato il ruolo della Colombia come membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, annunciando l’intenzione di promuovere la convocazione dell’organismo.
Il presidente ha ribadito la posizione del governo colombiano, che respinge qualsiasi forma di aggressione alla sovranità del Venezuela e, più in generale, dell’America Latina. In questo contesto, Petro ha richiamato il principio dell’autodeterminazione dei popoli, fondamento del sistema delle Nazioni Unite, sottolineando che i conflitti interni devono essere risolti dagli stessi popoli in modo pacifico.
Rivolgendosi infine ai cittadini venezuelani, il presidente colombiano ha invitato a percorrere la via del dialogo civile e dell’unità nazionale, affermando che senza sovranità non può esistere una nazione e che la pace rappresenta l’unica strada possibile. “Dialogo e ancora dialogo è la nostra proposta”, ha concluso Petro.
Anche la Francia condanna la cattura di Maduro
La recente operazione militare statunitense in Venezuela, culminata con la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, ha suscitato una netta presa di posizione da parte della Francia. Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha denunciato pubblicamente l’azione definendola una violazione del diritto internazionale.
Attraverso un messaggio pubblicato su X, il ministro ha affermato che “Nessuna soluzione politica durevole può essere imposta dall’esterno“. Ha sottolineato come l’operazione militare che ha portato alla cattura di Maduro rappresenti una palese violazione del principio di non uso della forza, fondamento imprescindibile del diritto internazionale. Barrot ha ribadito che “solo i popoli sovrani decidono del loro futuro“ e che la Francia si schiera a sostegno di questo principio, rigettando ogni ingerenza esterna imposta con la forza.






