In un intervento al Consiglio della Federazione, il Senato russo, il ministro degli Esteri della Russia Serghei Lavrov ha espresso posizioni dure in merito al conflitto in Ucraina, alle sanzioni occidentali e agli sviluppi geopolitici dell’ultimo anno.
Russia, Lavrov: Trump unico occidentale che comprende le cause profonde della guerra in Ucraina
Durante il suo discorso, Lavrov ha sottolineato che l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump è l’unico leader occidentale ad aver mostrato una reale comprensione delle ragioni profonde del conflitto ucraino. “Gli Stati Uniti stanno mostrando crescente impazienza”, ha detto Lavrov, citato dall’agenzia Tass. “Tra i leader occidentali, Trump è stato fin dall’inizio dell’anno quello che ha cercato di capire le dinamiche che hanno reso inevitabile la guerra in Ucraina”.
Il ministro russo ha inoltre criticato l’amministrazione Biden e i suoi alleati europei, accusandoli di aver alimentato nel tempo azioni ostili contro Mosca. Nonostante ciò, Lavrov ha evidenziato come Trump non abbia fretta di revocare le sanzioni contro la Russia, anzi, le stia addirittura inasprendo. A tal proposito, ha ricordato come l’attuale presidente Usa abbia accusato Biden di aver minato la fiducia nel dollaro, spingendo i paesi BRICS – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – a cercare sistemi di pagamento alternativi, una tendenza che sta accelerando.
Minaccia russa e critiche all’Europa: “Risponderemo a un eventuale schieramento di truppe europee in Ucraina”
Uno dei passaggi più significativi del discorso di Lavrov è stato l’avvertimento rivolto all’Europa: la Russia risponderà a un eventuale dispiegamento di truppe europee in Ucraina. Il ministro ha precisato che Mosca non intende entrare in guerra con l’Europa, ma è pronta a reagire qualora venissero schierate forze militari europee nel territorio ucraino.
Lavrov ha inoltre definito la politica europea “cecità politica senza speranza”, accusando l’Unione Europea di illudersi di poter sconfiggere la Russia tramite queste mosse. In linea con questa posizione, ha denunciato come i Paesi europei puntino a confiscare i capitali russi congelati perché non dispongono di altre risorse per finanziare la guerra in Ucraina: “A parte rubare il nostro oro e le nostre riserve valutarie in violazione di ogni norma internazionale e commerciale, non hanno altra risorsa per finanziare questa guerra”.
Aggiornamenti dal fronte ucraino
Sul fronte della guerra, la notte scorsa l’esercito russo ha attaccato la regione di Odessa causando danni alle infrastrutture, come riportato da Oleh Kiper, capo dell’Amministrazione militare regionale di Odessa. Sebbene la maggior parte degli obiettivi aerei nemici sia stata distrutta dalle forze di difesa aerea ucraine, un colpo ha danneggiato una struttura infrastrutturale provocando un piccolo incendio in un magazzino vicino. Fortunatamente non si registrano vittime e le infrastrutture continuano a funzionare normalmente.
Parallelamente, il ministero della Difesa russo ha reso noto che la scorsa notte i sistemi di difesa antiaerea russi hanno abbattuto 20 droni ucraini, inclusi alcuni lanciati contro la regione di Mosca e altre aree strategiche come Bryansk, Kaluga e Belgorod.
Questi sviluppi testimoniano la persistenza di un clima di alta tensione e la volontà di Mosca di mantenere una linea dura sia sul piano diplomatico sia su quello militare, mentre proseguono le sanzioni occidentali e i tentativi di mediazione internazionale restano senza esiti concreti.






