Vilnius, 29 gennaio 2026 – La diplomazia da sola non basta per garantire la pace in Ucraina, dove la Russia continua a bombardare civili e infrastrutture energetiche senza sosta. È questo il messaggio forte lanciato da Audra Plepytė, viceministra degli Esteri della Lituania, intervenuta al Consiglio degli Esteri dell’Unione Europea. Secondo Plepytė, è indispensabile un immediato aumento del sostegno europeo a Kiev, accompagnato da garanzie chiare sull’adesione dell’Ucraina all’Ue entro il 2030, una prospettiva considerata essenziale per il futuro del Paese.
La necessità di nuove pressioni sulla Russia
La viceministra lituana ha sottolineato che l’Unione Europea ha il dovere di mettere a punto ulteriori strumenti di pressione su Mosca. Questi dovrebbero colpire in particolare la flotta russa, definita “ombra”, e i settori energetico, finanziario e tecnologico. Un appello simile è giunto da Margus Tsahkna, ministro degli Esteri estone, che ha ribadito la necessità di estendere le sanzioni economiche soprattutto al settore energetico russo. Tsahkna ha ricordato come, grazie ai quattro pacchetti di sanzioni adottati lo scorso anno, l’economia russa sia in stagnazione, con un’inflazione ancora elevata e un rapido esaurimento delle risorse del fondo sociale statale.
Il punto di vista dei Paesi baltici e la situazione attuale
Il premier estone Kristen Michal ha evidenziato che i Paesi baltici sono già sotto attacco da parte di Mosca, soprattutto attraverso attacchi cibernetici che dal 2007 non hanno fatto che aumentare. Michal ha sottolineato che l’Europa non può abbassare la guardia, soprattutto se la Russia dovesse prevalere in Ucraina, e ha invitato ad una maggiore unità e responsabilità europea nella difesa comune. La Lituania, dal canto suo, continua a rafforzare il suo legame con l’Occidente, come dimostra l’adozione dell’euro nel 2015 e il sostegno militare alla regione baltica, anche attraverso la Nato e iniziative come il Baltic Air Policing, che vede la partecipazione di forze italiane.
Il ruolo di figure chiave come Audra Plepytė, con la sua lunga esperienza diplomatica e la presidenza del consiglio esecutivo dell’Unicef, e di Margus Tsahkna, attuale ministro degli Esteri estone, è centrale nel delineare una strategia comune di resistenza e sostegno all’Ucraina, che resta al centro delle politiche estere dei Paesi baltici e dell’Unione Europea.






