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Home Esteri

Rima Hassan nega il possesso di droga: “Accuse false per danneggiarmi”

L’eurodeputata di La France Insoumise respinge le accuse sul possesso di sostanze illegali, precisando di aver avuto solo CBD legale. Indagini in corso sulla vicenda

by Alessandro Bolzani
3 Aprile 2026
Rima Hassan

Rima Hassan | EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON - Alanews.it

Parigi, 3 aprile 2026 – L’eurodeputata Rima Hassan, esponente franco-palestinese del partito La France Insoumise (Lfi), ha smentito con fermezza di essere stata trovata in possesso di droghe durante il fermo giudiziario avvenuto ieri pomeriggio a Parigi. Il fermo si inserisce nell’ambito di un’inchiesta per il reato di apologia del terrorismo relativa a un suo post pubblicato sulla piattaforma X, e la questione del presunto possesso di sostanze illegali è al centro di una vicenda giudiziaria distinta, come specificato dalla procura francese.

Le accuse e la difesa di Rima Hassan

L’eurodeputata è stata fermata e rilasciata in tarda serata con una citazione a comparire in tribunale il prossimo 7 luglio, data in cui inizierà il processo per apologia del terrorismo. L’accusa riguarda un tweet pubblicato lo scorso 26 marzo, in cui Hassan citava Kozo Okamoto, ex membro dell’Armata Rossa Giapponese condannato all’ergastolo per un attentato terroristico avvenuto all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv nel 1972. Questo messaggio è stato segnalato alla procura di Parigi da un deputato del Rassemblement National, Matthias Renault, che ha contestato la legittimità della dichiarazione, ritenendo che potesse configurare un’istigazione indiretta a delitti terroristici.

Nel corso del fermo, nella borsetta dell’europarlamentare sono stati rinvenuti alcuni grammi di sostanze che, secondo gli inquirenti, includerebbero sia prodotti della famiglia del CBD (cannabidiolo, sostanza legale in Francia) sia tracce di droga sintetica di tipo 3MMC. Hassan ha tuttavia chiarito in un messaggio pubblicato su X, dopo le audizioni di questa mattina presso la polizia giudiziaria di Parigi, che la notizia del possesso di droghe è una “falsità” diffusa con il solo scopo di danneggiarla.

Ha spiegato di essere stata in possesso esclusivamente di CBD, prodotto legale in Francia, e che uno dei due campioni in suo possesso è stato testato conforme a quanto venduto regolarmente, mentre il secondo sarebbe stato contaminato da droghe sintetiche senza sua conoscenza. Hassan ha inoltre dichiarato di aver segnalato agli inquirenti il luogo di acquisto legale del CBD e che sono in corso verifiche sull’origine della sostanza per confermare la sua versione. Ha portato avanti un test delle urine, dal quale è risultata la presenza di una “debole traccia di THC” (tetraidrocannabinolo) attribuibile al consumo del CBD stesso, come confermato da un medico.

Reazioni politiche e sviluppi giudiziari

Il coordinatore nazionale di La France Insoumise, Manuel Bompard, ha espresso solidarietà nei confronti di Hassan, definendo “informazioni menzognere” quelle riguardanti il possesso di droga e denunciando una campagna volta a “infangarla”. Manon Aubry, co-presidente del gruppo The Left al Parlamento europeo e compagna di partito, ha denunciato il fermo come “una violazione della sua immunità parlamentare” e un tentativo di intimidazione contro chi difende i diritti della Palestina.

Parallelamente al procedimento per apologia del terrorismo, Hassan è stata convocata oggi dalla polizia giudiziaria nell’ambito di un’altra indagine distinta. Fonti qualificate riferiscono che tale convocazione non è collegata al fermo di ieri né alle accuse di terrorismo, ma riguarda un procedimento giudiziario separato.

L’Ufficio di presidenza del Parlamento europeo ha dichiarato di essere “a conoscenza della situazione” ma ha scelto di non commentare procedimenti ancora in corso. Va precisato che, nonostante l’immunità parlamentare che protegge gli eurodeputati per le loro opinioni e voti espressi nell’esercizio del mandato, sono possibili fermi e convocazioni da parte delle autorità nazionali in base alle leggi interne, come quella francese.

Il processo previsto per il 7 luglio sarà un passaggio chiave per chiarire le accuse di apologia del terrorismo. Nel frattempo, la questione relativa al possesso di sostanze sospette rimane oggetto di indagine separata e sarà valutata dalle autorità competenti nei prossimi mesi.

Tags: Rima Hassan

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