Roma, 15 gennaio 2026 – Reza Pahlavi, figlio in esilio dell’ultimo scià iraniano, ha rilanciato una visione chiara e netta per il futuro dell’Iran post-repubblica islamica, con una dichiarazione pubblicata sulla piattaforma X. In un contesto segnato da proteste e repressioni sanguinose, il principe ereditario promette una svolta radicale nel programma nucleare iraniano e nelle relazioni internazionali.
Reza Pahlavi, promessa di chiusura del programma nucleare militare
Reza Pahlavi ha affermato con fermezza che, con la caduta del regime attuale, “il programma militare nucleare iraniano cesserà“. L’attuale Iran è descritto da Pahlavi come un paese segnato da “terrorismo, estremismo e povertà” che sarà sostituito da un Iran pacifico, prospero e stabilizzatore nella regione. In particolare, il principe ha sottolineato che il sostegno ai gruppi terroristici sarà interrotto immediatamente e che l’Iran riprenderà relazioni di amicizia con Stati Uniti e Israele.
Il progetto include l’espansione degli Accordi di Abramo attraverso un nuovo patto, denominato Accordi di Ciro, che mira a riunire un Iran libero con Israele e il mondo arabo in un contesto di pace e cooperazione. Pahlavi ha inoltre promesso che l’Iran adotterà gli standard internazionali in materia di diritti umani e governance democratica, aprendo l’economia a commercio, investimenti e innovazione.
To all of our friends around the world,
Under the yoke of the Islamic Republic, Iran is identified in your minds with terrorism, extremism, and poverty. The real Iran is a different Iran. A beautiful, peace-loving, and flourishing Iran.
It is the Iran that existed before the… pic.twitter.com/IhK6ZRYDY0
— Reza Pahlavi (@PahlaviReza) January 15, 2026
Contesto storico e politico del programma nucleare
Il programma nucleare iraniano ha radici profonde che risalgono agli anni ’50 sotto lo Scià Mohammad Reza Pahlavi, con un’iniziale collaborazione statunitense nell’ambito dell’iniziativa “Atomi per la pace”. Nonostante l’interruzione causata dalla Rivoluzione Islamica del 1979, l’Iran ha continuato a sviluppare, spesso in modo clandestino, il proprio programma nucleare, suscitando tensioni internazionali e sanzioni.
Dagli anni 2000, il programma ha conosciuto alti e bassi, culminando nel 2015 con il Piano d’azione congiunto globale (JCPOA) che limitava le attività nucleari iraniane in cambio di una riduzione delle sanzioni. Tuttavia, il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo nel 2018 ha portato a una ripresa delle attività nucleari da parte di Teheran, che oggi dispone di un programma significativamente ampliato e avanzato.
Reza Pahlavi si propone così come un punto di svolta, auspicando un ritorno dell’Iran alla comunità internazionale attraverso il rispetto delle regole e la fine delle ambizioni nucleari militari, in linea con una visione di pace e sviluppo per il Paese.





