Roma, 10 gennaio 2026 – Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di Persia, ha lanciato un appello urgente alla popolazione iraniana attraverso un videomessaggio diffuso questa mattina, invitando a uno sciopero generale e a una massiccia mobilitazione nelle piazze del Paese. La notizia è stata riportata dalla televisione pubblica israeliana Kan.
Reza Pahlavi, l’appello allo sciopero generale e alla mobilitazione
Nel suo intervento, Reza Pahlavi ha esortato “i lavoratori e gli impiegati dei settori chiave dell’economia, in particolare nei trasporti, nel petrolio, nel gas e nell’energia“, a partecipare attivamente a uno sciopero a livello nazionale. Ha inoltre chiesto agli iraniani di scendere in piazza oggi e domani dalle ore 18, portando bandiere, immagini e simboli nazionali, con l’obiettivo di occupare e difendere i centri cittadini. “Il nostro obiettivo non è più solo scendere in piazza, ma prepararci a occupare e difendere i centri cittadini“, ha sottolineato, invitando inoltre a prepararsi per un’eventuale permanenza prolungata nelle piazze, con scorte di provviste.
Reza Pahlavi si è rivolto anche alle forze di sicurezza e armate che si sono unite alla protesta, sollecitandole a rallentare e disgregare la macchina repressiva del regime islamico, affinché nel giorno della rivoluzione nazionale si possa “disattivarla completamente”. Ha infine dichiarato la sua intenzione di tornare in patria non appena la rivoluzione trionferà, esprimendo ottimismo sul fatto che quel giorno sia ormai vicino.

Il contesto storico e politico della dinastia Pahlavi
Reza Pahlavi è il figlio di Mohammad Reza Pahlavi, l’ultimo scià di Persia, che regnò dal 1941 fino alla rivoluzione islamica del 1979. Mohammad Reza Pahlavi, noto per il suo tentativo di modernizzare il Paese attraverso la cosiddetta “rivoluzione bianca”, fu costretto all’esilio dopo l’ascesa dell’ayatollah Khomeini. La monarchia persiana, simbolo di una Persia laica e occidentalizzata, fu sostituita da una Repubblica Islamica che ha da allora mantenuto un rigido controllo politico e sociale.
L’appello di Reza Pahlavi, pronipote della dinastia Pahlavi, arriva in un momento di crescente tensione e proteste in Iran, e rappresenta un nuovo tentativo di mobilitazione contro il regime attuale, richiamando alle radici di un passato monarchico che continua a influenzare la politica iraniana contemporanea.






