Roma, 12 marzo 2026 – René Redzepi, celebre chef danese e figura di spicco della nuova cucina nordica, ha annunciato il suo passo indietro dalla guida del progetto pop-up del Noma a Los Angeles. La decisione arriva a seguito delle gravi accuse di abusi fisici e psicologici nei confronti dei dipendenti, emerse da un’inchiesta del New York Times che ha scosso il mondo della ristorazione internazionale.
L’annuncio e la reazione dello chef
Con una storia pubblicata su Instagram, Redzepi si è rivolto con commozione ai dipendenti riuniti prima dell’apertura del pop-up. “Dopo oltre due decenni passati a costruire e guidare questo ristorante, ho deciso di fare un passo indietro e lasciare che i nostri straordinari leader accompagnino il locale nel suo prossimo capitolo”, ha dichiarato lo chef, riconoscendo di aver avuto comportamenti sbagliati in passato e promettendo di essersi cambiato. Inoltre, Redzepi ha annunciato anche le dimissioni dal consiglio di amministrazione di MAD, l’organizzazione no profit da lui fondata nel 2011.
Nonostante la sua assenza, la residenza temporanea di Los Angeles – che propone cene dal costo di 1500 dollari a persona – proseguirà per altri 15 giorni sotto la guida del team di Noma. Tuttavia, la tensione si è manifestata anche all’esterno della villa di Silverlake, dove sono avvenute proteste organizzate da ex dipendenti e dall’associazione One Fair Wage, guidate da Jason Ignacio White, già responsabile delle agitazioni al Noma.
Le accuse e il contesto storico
Le accuse risalgono a episodi tra il 2009 e il 2017, descritti da decine di ex dipendenti come maltrattamenti fisici – tra cui pugni, colpi con utensili da cucina e scherni pubblici – e abusi psicologici, quali intimidazioni e body shaming all’interno della cucina di Copenaghen, oggi chiusa. Redzepi, noto per aver ridefinito la cucina nordica con il suo ristorante pluripremiato, si era in passato già scusato per atteggiamenti da bullo e dichiarato di essersi sottoposto a terapia per migliorare il proprio comportamento.
Il pop-up di Los Angeles rappresenta uno degli ultimi progetti itineranti del Noma, che continua l’attività dopo la chiusura della storica sede danese. Il Noma resta un punto di riferimento nella cucina mondiale, nonostante le recenti controversie e la crisi che ha coinvolto la sua immagine.




