Monaco, 14 febbraio 2026 – Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato un significativo rafforzamento della presenza militare del Regno Unito nelle acque del Nord Atlantico e dell’Alto Nord. Nel corso di un intervento tenuto a Monaco, Starmer ha confermato che, entro l’anno, sarà schierato un gruppo d’attacco portaerei guidato dalla HMS Prince of Wales, operante in stretta collaborazione con Stati Uniti, Canada e altri alleati della NATO.
Starmer, schieramento nel Nord Atlantico e cooperazione nucleare con la Francia
Il premier ha definito questa mossa come una forte dimostrazione dell’impegno britannico per la sicurezza euro-atlantica. Il gruppo d’attacco, infatti, rappresenterà un elemento fondamentale per la deterrenza e la stabilità nell’area, strategicamente cruciale per la sicurezza europea e transatlantica.
Starmer ha inoltre sottolineato l’importanza del rafforzamento della cooperazione nucleare con la Francia, con cui il Regno Unito condivide una lunga tradizione di impegno nel mantenimento del deterrente nucleare in Europa. Il premier ha ricordato che, per decenni, il Regno Unito è stata l’unica potenza nucleare europea ad impegnare il proprio arsenale per la protezione collettiva di tutti i membri della NATO.

La posizione di Starmer sul conflitto in Ucraina e le minacce russe
Nel medesimo contesto, rispondendo alle domande durante la conferenza di Monaco, Starmer ha ribadito la sua posizione riguardo alla guerra in Ucraina, che ormai si avvicina al quarto anniversario dall’inizio. Ha definito la Russia come l’aggressore principale e ha affermato che la via più rapida per porre fine al conflitto è che Mosca fermi l’aggressione militare.
Il premier ha denunciato le minacce ibride e le campagne di disinformazione orchestrate dalla Russia, che mirano a destabilizzare l’Europa non soltanto sul piano della sicurezza, ma anche sociale e politico, alimentando divisioni e sostenendo forze populiste contrarie ai valori occidentali. Inoltre, ha evidenziato l’utilizzo da parte di Mosca di attacchi informatici e sabotaggi come strumenti per destabilizzare le società democratiche.
Keir Starmer, in carica come primo ministro dal luglio 2024, conferma così la linea dura e l’impegno del Regno Unito nel rafforzamento della sicurezza collettiva e nel sostegno all’Ucraina, in coerenza con la sua storica vocazione di difesa dei diritti umani e della stabilità internazionale.
Cooperazione europea in difesa, tecnologia e intelligenza artificiale
Starmer ha evidenziato come il Regno Unito intenda mettere a disposizione le proprie capacità di leadership in ambiti strategici come la difesa, la tecnologia e l’intelligenza artificiale, per costruire una solida base industriale comune in Europa. “Vogliamo unire la nostra leadership in questi settori con l’Europa, per moltiplicare i nostri punti di forza e dare una spinta alla produzione difensiva europea”, ha affermato il premier britannico.
Il primo ministro ha inoltre ricordato l’impegno congiunto con Germania e Francia nell’ambito dell’alleanza E3, e la stretta collaborazione con partner europei come Italia e Polonia, oltre a paesi extraeuropei quali Norvegia, Canada e Turchia. Questa rete di cooperazione, secondo Starmer, è essenziale per promuovere una maggiore coerenza e coordinamento all’interno del continente, con l’obiettivo di guidare un vero e proprio cambio generazionale nell’industria della difesa.
Sfide politiche e ruolo della NATO
Starmer ha inoltre sottolineato l’importanza di costruire un consenso solido nell’opinione pubblica sulle decisioni difficili che si rendono necessarie per garantire la sicurezza collettiva. “Dobbiamo essere onesti con i cittadini e preparare il terreno per decisioni complesse, altrimenti rischiamo che le forze estremiste propongano soluzioni semplicistiche”, ha spiegato, richiamando le mancanze dei leader degli anni ’30.
Rivolgendosi ai membri della NATO, il premier ha riaffermato l’impegno del Regno Unito all’articolo 5, garanzia di mutua difesa, e ha auspicato un rafforzamento della presenza europea all’interno dell’Alleanza atlantica: “Dobbiamo muoverci insieme per creare una Nato più europea, con un ruolo più incisivo dei Paesi del continente”.
Il discorso di Starmer si inserisce in un contesto internazionale ancora segnato dalla guerra in Ucraina, dove il Regno Unito, insieme agli alleati europei, continua a sostenere Kiev nel suo sforzo di difesa e nella ricerca di una pace duratura. La collaborazione con partner europei e transatlantici appare quindi al centro della strategia britannica per affrontare le sfide di sicurezza del futuro.
Il monito di Starmer: Europa e Gran Bretagna inseparabili per la sicurezza
Al centro della sessantunesima Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il primo ministro britannico Keir Starmer ha lanciato un monito severo sull’Europa, definendola un “gigante addormentato” nonostante la sua evidente superiorità economica e militare rispetto alla Russia. Il capo del governo di Londra ha sottolineato come la frammentazione della pianificazione industriale e i rallentamenti burocratici nei meccanismi di approvvigionamento abbiano indebolito la capacità difensiva europea, lasciando spazi a inefficienze e duplicazioni.
Durante il suo intervento alla Conferenza, Starmer ha ribadito un concetto chiave: “Non c’è sicurezza britannica senza l’Europa, né sicurezza europea senza la Gran Bretagna”. Citando la lezione storica e la realtà odierna, il primo ministro ha rilanciato l’importanza di una collaborazione stretta tra il Regno Unito e l’Unione europea, andando oltre il periodo della Brexit. “Non siamo più la Gran Bretagna degli anni della Brexit – ha detto – e il lavoro con l’UE è più urgente che mai, soprattutto alla luce del conflitto in Ucraina”.
Starmer ha anche avvertito della crescente minaccia russa, ricordando l’allarme della NATO sul possibile uso della forza militare da parte di Mosca entro la fine del decennio. “Dobbiamo essere pronti a combattere e fare tutto il necessario”, ha dichiarato con fermezza, sottolineando la necessità di rispondere efficacemente a questa sfida.
Europa: un risveglio necessario e le sfide della difesa comune
Il premier britannico ha evidenziato come l’Europa, pur avendo un’economia dieci volte più grande di quella russa e dotata di notevoli capacità difensive, non abbia ancora espresso pienamente il proprio potenziale, definendola un “gigante addormentato”. La critica si concentra sulla pianificazione industriale frammentata e su meccanismi di approvvigionamento troppo lunghi, che hanno causato “lacune in alcuni settori e enormi duplicazioni in altri”.
Allo stesso tempo, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenuta sempre a Monaco, ha confermato un “risveglio” europeo nella difesa, con un aumento della spesa militare del 80% rispetto al periodo pre-invasione dell’Ucraina e investimenti strategici in capacità come la difesa aerea, i droni e la mobilità militare. Von der Leyen ha inoltre proposto di utilizzare strumenti come la maggioranza qualificata per decisioni più rapide in materia di sicurezza, senza necessità di modificare i trattati.
Al contempo, la cooperazione transatlantica rimane un pilastro fondamentale: il segretario di Stato americano Marco Rubio ha ribadito il legame profondo tra Stati Uniti ed Europa, riconoscendo le difficoltà ma sottolineando che nessuno vuole la fine dell’era transatlantica.






