Teheran, 5 aprile 2026 – È salito ad almeno 9 morti e 8 feriti il bilancio degli attacchi attribuiti agli Stati Uniti nella provincia iraniana di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad, raid avvenuti nell’ambito dell’operazione di recupero del pilota statunitense disperso dopo l’abbattimento del suo aereo nei cieli iraniani. La notizia è stata resa nota da Roghieh Panahi, direttrice dell’università di scienze mediche della città provinciale di Yasouj, citata dalla televisione di Stato iraniana.
L’operazione di salvataggio del pilota
Secondo quanto dichiarato da Panahi, il bilancio delle vittime comprende cinque morti e otto feriti nell’area di Siah Kouh, nella provincia di Kohgiluyeh, e altre quattro persone uccise durante la stessa operazione nelle zone di Vazag e Kakan, vicino alla città di Boyer-Ahmad. Questi raid, attribuiti dagli iraniani agli Stati Uniti, sarebbero stati realizzati nel contesto delle ricerche per salvare il co-pilota disperso dopo l’abbattimento dell’F-15E statunitense venerdì scorso.
Parallelamente, fonti statunitensi hanno confermato che le forze speciali americane sono riuscite a recuperare il secondo pilota disperso sul territorio iraniano, portando a termine una delle operazioni di salvataggio più complesse e audaci nella storia militare degli Stati Uniti. L’operazione ha coinvolto centinaia di soldati delle forze speciali, decine di aerei da combattimento, elicotteri, droni MQ-9 Reaper, e l’impiego di capacità operative nei settori cyber, spaziale e d’intelligence.
Distruzione di aerei e tensioni crescenti
I media iraniani hanno rivendicato la distruzione di un aereo statunitense di tipo C-130, un velivolo da trasporto militare, insieme a un velivolo da rifornimento e un drone, durante l’operazione di recupero del pilota. La televisione di Stato iraniana ha mostrato immagini di rottami di velivoli che, secondo il Parlamento iraniano, rappresentano un duro colpo alle forze statunitensi. Tuttavia, fonti americane, tra cui il Wall Street Journal, hanno riferito che la distruzione degli aerei è stata causata da esplosioni controllate da parte delle stesse forze Usa, per evitare che i mezzi cadessero in mani nemiche dopo che due aerei da trasporto erano rimasti bloccati in una zona remota dell’Iran.
Durante l’operazione, i droni MQ-9 Reaper sono stati impiegati per creare un fuoco di sbarramento contro forze iraniane troppo vicine al pilota disperso, proteggendo così il personale di soccorso. L’aviatore, che si era nascosto con a disposizione soltanto una pistola, è riuscito a coordinarsi con le forze Usa grazie a un radiofaro di segnalazione e a un dispositivo di comunicazione protetto.
Il presidente americano Donald Trump ha esultato per il successo dell’operazione, definendola «una delle più audaci della storia Usa» e confermando che il pilota, sebbene ferito, è stato tratto in salvo e si riprenderà. Trump ha sottolineato che nessun militare americano è rimasto ferito durante l’operazione.
Crescono le tensioni nella regione
L’episodio si inserisce in un contesto di crescente tensione tra Stati Uniti e Iran. Washington ha lanciato un ultimatum per la riapertura dello Stretto di Hormuz entro il 6 aprile, minacciando conseguenze gravi in caso di mancato accordo. Le autorità iraniane hanno respinto la minaccia, annunciando di avere pronta una «sorpresa».
Nella stessa area, si sono verificati attacchi con droni e missili contro impianti petroliferi, energetici e di desalinizzazione in Kuwait, Bahrein e Emirati Arabi Uniti. In particolare, un drone iraniano ha colpito un serbatoio di una società petrolifera pubblica del Bahrein, causando un incendio domato in seguito. Anche a Abu Dhabi, incendi sono stati causati dalla caduta di detriti dopo l’intercettazione di missili e droni. Non si registrano feriti in questi attacchi.
Nel contesto libanese, sette persone, di cui sei appartenenti a una stessa famiglia, sono morte in un attacco israeliano a Kfar Hatta. Il movimento Hezbollah ha annunciato di aver lanciato un missile da crociera contro una nave militare israeliana al largo del Libano, notizia smentita dall’esercito israeliano.
Intanto, l’aeronautica israeliana ha colpito oltre 120 obiettivi iraniani nelle ultime 24 ore, compresi siti di lancio di missili balistici e postazioni di difesa aerea.






