Teheran, 21 marzo 2026 – Un nuovo episodio di tensione si è verificato questa mattina presso l’impianto nucleare di Natanz, in Iran, dove l’Organizzazione per l’energia atomica della Repubblica islamica ha reso noto che l’area è stata colpita da un attacco attribuito agli Stati Uniti e a Israele. Il complesso di arricchimento è stato preso di mira senza provocare, secondo le autorità iraniane, alcuna perdita di materiale radioattivo.
Natanz, attacco coordinato di Stati Uniti e Israele
Secondo la dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, la mattina del 21 marzo è stato lanciato un raid congiunto su Natanz, fulcro del programma nucleare iraniano. Questo episodio segue una serie di attacchi simili che hanno interessato altri siti nucleari iraniani, come quelli di Arak e Fordow, nell’ambito di quella che è stata definita l’operazione ‘Martello di mezzanotte’. Le forze statunitensi hanno impiegato bombe ‘bunker buster’ per colpire le infrastrutture sotterranee, mentre l’Aeronautica israeliana ha condotto attacchi mirati contro siti militari e impianti di lancio missilistico in varie regioni dell’Iran occidentale, compresi Kermanshah e Hamedan.
Il governo iraniano ha condannato duramente l’azione, definendola un atto di aggressione militare, mentre il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi si è recato a Mosca per consultazioni con il Presidente Putin e altri funzionari russi in merito agli sviluppi della crisi regionale. L’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite ha denunciato l’operazione come una “guerra con pretesti assurdi e inventati“, chiedendo un intervento del Consiglio di Sicurezza.
Ripercussioni regionali e risposte internazionali
L’attacco ha innescato una serie di reazioni anche sul fronte israeliano, con l’IDF (Forze di Difesa israeliane) che hanno riferito di aver colpito circa 20 obiettivi in Iran, inclusi siti di stoccaggio missilistico e infrastrutture radar. Contestualmente, suonano le sirene d’allarme a Tel Aviv e in altre aree di Israele, in risposta al lancio di missili e droni dall’Iran, che ha annunciato un’intensificazione delle ostilità.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito l’operazione come una svolta strategica che “apre nuove opportunità di pace“, mentre il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha espresso preoccupazione per il rischio di un’escalation incontrollata di ritorsioni nella regione. Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha annunciato l’innalzamento del livello di allerta nelle basi italiane in Medio Oriente, sottolineando la priorità della sicurezza del personale militare.
L’episodio di Natanz conferma come la situazione in Medio Oriente resti estremamente volatile, con un conflitto che coinvolge direttamente gli interessi e le strategie di Stati Uniti, Israele e Iran, con possibili ripercussioni sull’intera stabilità regionale.






