Roma, 9 gennaio 2026 – Proseguono in Iran le proteste anti-regime, giunte oggi al tredicesimo giorno consecutivo, con nuovi episodi di violenza che coinvolgono la città di Zahedan, capoluogo della provincia a maggioranza sunnita di Sistan e Baluchistan, nel sud-est del Paese. Secondo quanto riportato dalle organizzazioni per i diritti umani e dai media internazionali, le forze di sicurezza iraniane hanno aperto il fuoco contro i manifestanti, causando diversi feriti.
Proteste a Zahedan e scontri con le forze di sicurezza
Le manifestazioni si sono concentrate nei pressi della moschea Makki di Zahedan, dove i dimostranti si sono radunati per pregare prima di scendere in piazza. Donne e uomini hanno intonato slogan come “Da Zahedan all’Iran, la mia vita per l’Iran” e “Questa è la battaglia finale, Pahlavi tornerà”, esprimendo il loro dissenso verso il regime della Repubblica Islamica. Il sito per i diritti umani Haalvsh Baluch ha denunciato l’uso di armi da parte delle forze di sicurezza, che hanno sparato contro i manifestanti, alimentando ulteriormente la tensione nella regione.
Zahedan, con una popolazione di circa 550.000 abitanti, è nota per essere un crocevia strategico vicino ai confini con Pakistan e Afghanistan. La città è stata teatro in passato di sanguinosi scontri, in particolare durante le proteste nate dall’uccisione di Mahsa Amini, la giovane curda la cui morte nel settembre 2022 ha scatenato un’ondata di dissenso senza precedenti in Iran.
La reazione internazionale e il contesto delle proteste
Sul fronte internazionale, il governo britannico, attraverso un portavoce di Downing Street, ha chiesto a Teheran di esercitare moderazione e di rispettare il diritto alla protesta pacifica. Nel Regno Unito si registra una forte preoccupazione per la crescente repressione che, secondo la BBC, ha raggiunto livelli di violenza senza precedenti negli ultimi tre anni. Il portavoce ha inoltre sottolineato che Londra intende focalizzarsi sul sostegno ai manifestanti pacifici, evitando commenti sulle minacce di interventi militari avanzate dagli Stati Uniti.






