Pechino, 30 gennaio 2026 – La Corte Suprema di Panama ha emesso una sentenza che annulla la concessione affidata al gruppo CK Hutchison Holdings per la gestione di due porti strategici nel Canale di Panama, suscitando un nuovo capitolo di tensioni geopolitiche tra Stati Uniti, Cina e Panama. La decisione, che arriva a quasi un anno dalla campagna del presidente americano Donald Trump contro la presunta influenza cinese nella regione, ha provocato una forte reazione da parte del conglomerato di Hong Kong e ha creato incertezza sul futuro della gestione portuale e sulle trattative di vendita in corso.
Il verdetto della Corte Suprema di Panama
La sentenza della Corte Suprema di Panama ha dichiarato incostituzionali le leggi che consentivano a CK Hutchison di operare nei porti di Cristóbal e Balboa, due dei cinque porti fondamentali per il transito nel Canale di Panama. Questi scali sono cruciali per il commercio marittimo globale, transitando circa il 5% delle merci mondiali. La causa che ha portato all’annullamento della concessione risale al 2025, quando l’azienda è stata accusata di basare il proprio diritto su normative incostituzionali e di non pagare adeguatamente le tasse.
CK Hutchison, conglomerato multinazionale con sede a Hong Kong e fondato da Li Ka-shing, controlla un ampio portafoglio globale di porti, infrastrutture, telecomunicazioni ed energia, con oltre 53 porti in 24 paesi. La società ha definito la sentenza della Corte Suprema panamense «priva di fondamento giuridico», sottolineando che essa mette a rischio non solo la Panama Ports Company e il suo contratto, ma anche il benessere di migliaia di famiglie panamensi che dipendono direttamente e indirettamente dall’attività portuale.
La concessione era stata rinnovata automaticamente nel 2021 per ulteriori 25 anni, ma la sentenza ha immediatamente bloccato i piani di vendita dei porti da parte di CK Hutchison a un consorzio guidato dal colosso finanziario americano BlackRock, in partnership strategica con la compagnia di navigazione MSC di Gianluigi Aponte. L’accordo di acquisizione da 22 miliardi di dollari, che includeva altri asset di CK Hutchison, era già stato sottoposto a un blocco da parte della Cina, che aveva espresso forti riserve sui trasferimenti di proprietà a entità straniere, ammonendo sui rischi di non autorizzazione da parte di Pechino.
Le implicazioni geopolitiche
Il Canale di Panama si conferma così un nodo cruciale nelle tensioni internazionali tra Stati Uniti e Cina, con Washington che continua a rivendicare un ruolo di controllo sull’area strategica. Durante il suo discorso di insediamento nel gennaio 2025, il presidente Donald Trump aveva dichiarato apertamente la volontà di «riprendersi» il Canale, contestando la crescente influenza cinese e riaffermando la dottrina di espansione dell’autorità statunitense nell’emisfero occidentale, definita «dottrina Donroe».
La posizione di Trump ha contribuito a intensificare la pressione su CK Hutchison, accusata dagli Stati Uniti di essere un veicolo del controllo cinese su infrastrutture chiave. La sentenza panamense, dunque, non solo segna una battuta d’arresto per la multinazionale di Hong Kong, ma riflette anche le dinamiche di competizione strategica globale che attraversano il controllo delle vie di comunicazione marittime fondamentali.





