Gerusalemme, 31 marzo 2026 – In un clima di tensione e preoccupazione, il Patriarca Latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, ha espresso il suo profondo dolore per la recente approvazione da parte della Knesset israeliana della legge che introduce la pena di morte per atti di terrorismo. La decisione, ratificata con 62 voti favorevoli e 48 contrari, è stata definita da Pizzaballa come un elemento che contribuisce ad accrescere il solco di odio tra israeliani e palestinesi.
Il dolore di Pizzaballa per la legge sulla pena di morte
Durante una conferenza stampa a Gerusalemme, il cardinale ha sottolineato come sia necessario lavorare con tutte le parti coinvolte per evitare un ulteriore deterioramento della situazione. La nuova legge israeliana prevede la pena capitale per chiunque causi intenzionalmente la morte di una persona durante un atto di terrorismo con l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele. Il testo consente ai tribunali di convertire la pena in ergastolo e di imporre la pena di morte anche senza unanimità fra i giudici e senza che sia richiesta dall’accusa.
Pizzaballa ha inoltre commentato gli eventi recenti legati alle restrizioni imposte dalle autorità israeliane sulle celebrazioni religiose in Terra Santa, in particolare quelle della Settimana Santa. A seguito di incomprensioni con la polizia israeliana, il cardinale ha spiegato che le celebrazioni si terranno a porte chiuse, con un numero molto limitato di partecipanti, rispettando le misure di sicurezza.
Restrizioni sulle celebrazioni pasquali e intervento di Netanyahu
Il Santo Sepolcro rimane chiuso al pubblico a causa delle misure di sicurezza, ma saranno consentite celebrazioni per la comunità locale di frati e poche persone esterne. Dopo che Pizzaballa e il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, erano stati bloccati dalle autorità israeliane mentre si recavano al Santo Sepolcro per la Messa della Domenica delle Palme, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha disposto un immediato e completo accesso al Patriarca Latino.
Il premier ha giustificato l’iniziale impedimento come una misura necessaria per ragioni di sicurezza, soprattutto in considerazione degli attacchi missilistici provenienti dall’Iran contro luoghi sacri della città. Tuttavia, ha assicurato l’impegno a garantire la libertà di culto e il rispetto dello status quo nei luoghi santi di Gerusalemme.
In questo contesto, Pizzaballa ha invitato a guardare avanti, auspicando un miglior coordinamento con le istituzioni per evitare il ripetersi di simili episodi, e ribadendo la necessità di mantenere un dialogo aperto per la tutela delle comunità cristiane in Terra Santa.
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