23 gennaio 2026 – La pirateria marittima mantiene una preoccupante vivacità nel 2025, invertendo la tendenza al calo degli ultimi anni. Secondo il report annuale dell’International Maritime Bureau (IMB), organo della Camera di commercio internazionale impegnato nella lotta ai crimini marittimi, gli attacchi ad opera di pirati sono aumentati, con un focus particolare sull’area del Mar Cinese Meridionale, dove numerosi marinai sono stati presi in ostaggio o rapiti.
Cresce il numero degli attacchi dei pirati
Nel corso del 2025, sono stati registrati 137 assalti in mare, contro i 116 del 2024 e i 120 del 2023. Di queste aggressioni, 121 navi sono state abbordate, con 4 sequestri confermati. Nonostante un calo delle persone prese in ostaggio rispetto all’anno precedente (46 contro 126), i rapimenti sono più che raddoppiati, passando da 12 nel 2024 a 25 nel 2025.
L’uso delle armi da fuoco negli attacchi è aumentato significativamente, con 42 episodi rispetto ai 26 dell’anno precedente, mentre l’impiego di coltelli è leggermente diminuito (33 contro 39). Il bilancio delle vittime include 10 lavoratori minacciati e 4 feriti.
Le aree più vulnerabili: Stretto di Singapore e l’Africa
Le navi rinfusiere, ovvero quelle che trasportano carichi sfusi come grano, carbone e cemento, sono le prede preferite dei pirati, seguite da navi cisterna e porta-container. Nessuna nave passeggeri è stata presa di mira nel 2025. Il mese di marzo si conferma il più critico per gli attacchi, con 21 episodi, mentre agosto ha registrato un calo a soli 3 assalti.
Lo Stretto di Singapore è risultato l’area più colpita, con un quasi raddoppio degli attacchi (80 nel 2025 rispetto ai 43 del 2024). Questa zona, cruciale per il traffico marittimo globale e situata a sud dello Stretto di Malacca, è teatro di episodi di pirateria “occasionale ma estremamente pericolosa”, spesso caratterizzati dall’uso di armi da fuoco. Qui si contano 27 attacchi armati, 14 ostaggi, 8 rapimenti e 3 feriti. Notevole anche il fatto che navi cisterna di oltre 300mila tonnellate di portata lorda siano state prese di mira in tre occasioni.
In Indonesia, invece, la situazione è migliorata grazie a due operazioni di Polizia marittima che hanno smantellato due bande criminali attive nella zona, riducendo sensibilmente gli episodi di pirateria.
Sul fronte africano, il Golfo di Guinea continua a essere un punto caldo, con un aumento degli attacchi da 18 a 21 nel 2025. Qui si sono verificati 4 attacchi con 23 marinai rapiti, 3 presi in ostaggio e un ferito. Lo Stretto di Bab el Mandeb, vicino alla Somalia, registra invece un calo degli assalti (da 8 a 5), ma resta un’area di rischio, soprattutto per gli abbordaggi a grande distanza dalla costa, fino a oltre 1.000 chilometri nelle acque del Corno d’Africa.






