(Istanbul, 26 febbraio 2026) – Nel contesto dei colloqui in corso a Ginevra tra Iran e Stati Uniti sul dossier nucleare, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito con fermezza che l’Iran non intende sviluppare armi nucleari, confermando una posizione sancita da un decreto religioso risalente a circa vent’anni fa della Guida suprema Ali Khamenei. La conferma arriva in un momento di tensione diplomatica, con l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump che continua a sollecitare Teheran a dichiarare formalmente l’intenzione di rinunciare a programmi nucleari militari.
La posizione iraniana sul nucleare: la fatwa di Khamenei e le dichiarazioni di Pezeshkian
Il presidente Masoud Pezeshkian, in carica dal 2024 e appartenente alla corrente riformista, ha sottolineato che la fatwa di Ali Khamenei, emessa nel 2003, vieta espressamente lo sviluppo di armi nucleari all’interno della Repubblica islamica. “La Guida suprema ha proibito ogni forma di arma di distruzione di massa, il che significa chiaramente che l’Iran non svilupperà armi nucleari”, ha dichiarato Pezeshkian, come riportato da Al Jazeera. Questa posizione è coerente con le dichiarazioni ufficiali iraniane che respingono le accuse occidentali, definite prive di fondamento e parte di una campagna politica volta a isolare Teheran.
I colloqui di Ginevra e le richieste di serietà da parte di Teheran
Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha chiamato gli Stati Uniti a un atteggiamento di serietà e coerenza nei negoziati nucleari mediati dall’Oman. Araghchi ha evidenziato come il successo delle trattative dipenda dalla buona volontà e dall’assenza di dichiarazioni contraddittorie da parte americana, in un incontro tenutosi a Ginevra con il collega omanita Sayyid Badr Albusaidi. La delegazione iraniana, guidata da Araghchi, è impegnata a trovare un accordo che consenta la rimozione delle sanzioni economiche, mentre gli Stati Uniti, rappresentati dall’inviato speciale Steve Witkoff, si sono presentati a Ginevra per proseguire i negoziati.
Il quadro internazionale resta teso, con Washington che manifesta scetticismo verso il programma nucleare iraniano e con il presidente Trump che ha recentemente annunciato l’uscita degli Stati Uniti dal Trattato INF sul disarmo nucleare, citando violazioni russe. La decisione di Trump e le sue dichiarazioni sull’Iran rappresentano un ulteriore elemento di complessità nelle relazioni multilaterali sul controllo degli armamenti.
Le posizioni ufficiali iraniane, fortemente ancorate alla fatwa di Khamenei e rilanciate da Pezeshkian, si contrappongono alle preoccupazioni occidentali che vedono nel programma nucleare di Teheran possibili finalità militari, in un contesto segnato da rapporti diplomatici difficili e da un’intensa attività diplomatico-negoziale in Svizzera.






