Londra, 19 marzo 2026 – Una petroliera russa, soggetta a sanzioni internazionali, sta trasportando oltre 730.000 barili di petrolio greggio verso Cuba, come rilevato da fonti marittime specializzate. Il carico è destinato a un paese caraibico attualmente alle prese con gravi difficoltà energetiche, aggravate dagli effetti del blocco economico imposto dagli Stati Uniti.
La rotta della petroliera Anatoly Kolodkin
La nave Anatoly Kolodkin, battente bandiera russa e di proprietà della compagnia statale Sovcomflot, ha caricato il petrolio il 8 marzo nel porto di Primorsk, Russia. Secondo i dati della società di analisi marittima Kpler, la petroliera si trovava mercoledì pomeriggio nell’Atlantico orientale, diretta verso il terminal petrolifero di Matanzas, a Cuba, dove è prevista la consegna intorno al 23 marzo.
La Anatoly Kolodkin è una nave cisterna di grande capacità, con un carico significativo, che rientra tra le unità sanzionate da diverse autorità internazionali, tra cui Stati Uniti, Unione Europea, Canada, Regno Unito, Svizzera, Ucraina e Australia. Queste misure fanno parte di una strategia globale per limitare le entrate derivanti dal petrolio russo a seguito del conflitto in Ucraina.
Contesto energetico e geopolitico di Cuba
Cuba sta affrontando una situazione economica complessa, accentuata da frequenti blackout elettrici dovuti alle restrizioni commerciali e all’embargo statunitense, che ne limitano l’accesso alle fonti energetiche. L’arrivo di questa ingente quantità di petrolio russo rappresenta un elemento cruciale per cercare di alleviare la crisi energetica dell’isola.
La compagnia Sovcomflot, gestore della Anatoly Kolodkin, è la principale società statale russa impegnata nel trasporto marittimo di idrocarburi e risulta essere un obiettivo chiave delle restrizioni economiche internazionali. Nonostante ciò, il traffico di petrolio verso paesi come Cuba prosegue, con evidenti implicazioni geopolitiche ed economiche.






