Londra, 8 gennaio 2026 – Un’altra petroliera ritenuta parte della cosiddetta “flotta fantasma” russa è stata avvistata nelle acque della Manica, in prossimità delle acque internazionali del Regno Unito. Le autorità britanniche hanno segnalato che la nave naviga apparentemente “sotto falso nome”, una pratica utilizzata per eludere le sanzioni imposte alla Russia.
Petroliera russa avvistata nella Manica
La petroliera, secondo quanto riportato da media locali tra cui il Guardian, sarebbe partita il 30 dicembre scorso dal porto di Smirne, in Turchia, e si dirige verso l’Atlantico. Già sanzionata nel 2024 con il nome di ‘Tia’, la nave avrebbe recentemente cambiato nome in ‘Arcusat’ e sarebbe stata registrata sotto la bandiera del Camerun, un espediente frequente nelle operazioni di occultamento della proprietà effettiva di queste imbarcazioni.
Il caso della ‘Marinera’
Questo avvistamento segue di un giorno l’intercettazione e l’abbordaggio di un’altra petroliera sospettata di far parte della stessa flotta, la ‘Marinera’, nel Nord Atlantico, a metà strada tra Islanda e Scozia. La ‘Marinera’, partita dal Venezuela con bandiera guyanese e nome ‘Bella 1’, era stata ri-registrata recentemente nel registro navale di Mosca. L’operazione di sequestro è stata condotta dalle forze statunitensi con il supporto di aerei-spia britannici, ma senza coinvolgimento diretto di Londra.
Le autorità del Regno Unito mantengono alta l’attenzione sulla presenza di queste imbarcazioni, che rappresentano un modo per aggirare le sanzioni internazionali contro la Russia, in particolare nel settore energetico. La Turchia, da cui partono alcune di queste petroliere, è un importante snodo geografico e commerciale, situata tra Europa e Asia, con porti come Smirne che fungono da punto di partenza per rotte marittime verso l’Atlantico e altri bacini.
Londra, capitale e maggiore città del Regno Unito, si trova a pochi chilometri dal Canale della Manica, strategico passaggio marittimo di grande rilievo geopolitico. Le autorità britanniche continuano a monitorare la situazione per prevenire ulteriori tentativi di elusione delle misure restrittive internazionali.






