Mosca, 6 febbraio 2026 – Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha dichiarato oggi che non sono in programma colloqui sul conflitto in Ucraina negli Stati Uniti, smentendo così le ipotesi di un possibile incontro negoziale sul suolo americano. Lo riporta l’agenzia russa Tass. Peskov ha sottolineato: «No, non credo. Questa opzione non è stata discussa», rispondendo ai giornalisti in merito a un’eventuale organizzazione dei colloqui negli USA.
Prospettive sui colloqui di pace
Nonostante la negazione sull’ipotesi di colloqui negli Stati Uniti, Peskov ha espresso ottimismo sul prossimo round negoziale, ritenendo che si svolgerà presto. La dichiarazione arriva a seguito di un’intensa fase di incontri tra Mosca e Washington, che hanno visto coinvolti l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner, genero dell’ex presidente Donald Trump. Durante questi colloqui, durati quasi cinque ore presso il Cremlino, è stato discusso un piano generale per la soluzione della crisi in Ucraina, anche se senza un accordo specifico sui territori contesi. Secondo il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, le parti hanno individuato alcune proposte americane accettabili, ma resta ancora molto lavoro da fare sia a Mosca che a Washington.
Le parole di Zelensky: la guerra come lotta tra luce e tenebre
Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha descritto il conflitto come una battaglia tra “la luce dell’Ucraina” e “le tenebre” rappresentate dall’aggressione russa. In un messaggio pubblicato su X (ex Twitter), Zelensky ha spiegato che la Russia tenta di distruggere il sistema energetico ucraino per “uccidere la nostra luce”, e ha sottolineato l’importanza di avere difese aeree sufficienti per garantire cieli sicuri. Il leader di Kiev ha inoltre evidenziato il significato morale e cristiano della resistenza quotidiana del popolo ucraino, ricordando il sostegno reciproco in ogni circostanza e la necessità di un impegno chiaro e senza zone grigie nella lotta per la libertà.






