Tel Aviv, 26 marzo 2026 – Il Pentagono e il Comando Centrale dell’esercito degli Stati Uniti (Centcom) stanno elaborando piani militari per un possibile “colpo finale” contro l’Iran, secondo quanto riferito da fonti vicine alla questione e da alti funzionari americani intervistati da Channel 12. L’operazione potrebbe prevedere l’uso di forze di terra e una serie di bombardamenti massicci.
Possibili scenari militari e obiettivi strategici
L’escalation militare è considerata probabile nel caso in cui non si registrino progressi nei colloqui diplomatici tra Washington e Teheran. Tra le opzioni al vaglio vi sarebbe l’invasione dell’isola di Kharg, il principale centro di esportazione del petrolio iraniano, e quella dell’isola di Larak, da cui l’Iran esercita il controllo sullo Stretto di Hormuz. Quest’ultima posizione è di rilevante importanza strategica, essendo dotata di bunker, mezzi offensivi capaci di far esplodere navi e petroliere, oltre a radar per monitorare i movimenti nell’area.
Gli attacchi, come indicato dalle fonti, si inseriscono in un quadro di tensioni crescenti e conflitti armati che coinvolgono l’Iran, Israele e gli Stati Uniti. Nel giugno 2025, gli USA hanno colpito tre siti nucleari iraniani, in un intervento che ha seguito una serie di attacchi israeliani alle infrastrutture militari e nucleari di Teheran, provocando reazioni e minacce di rappresaglia da parte iraniana. Le tensioni si sono intensificate con un aumento dei bombardamenti e dei raid aerei, oltre a manifestazioni di protesta nella capitale iraniana.
Ruolo e importanza del Pentagono nei piani per l’Iran
Il Pentagono, sede del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, rappresenta il cuore strategico e operativo dove vengono pianificate le principali azioni militari americane. Situato ad Arlington, in Virginia, il complesso funge da quartier generale per le forze armate statunitensi e coordina le operazioni in Medio Oriente e altrove. La sua funzione è cruciale nel definire le strategie di intervento, tra cui quelle attualmente in studio per un possibile colpo decisivo contro l’Iran.
Le autorità americane, attraverso messaggi pubblici e privati, continuano a inviare segnali a Teheran invitandola a tornare al tavolo delle trattative, ma al contempo si preparano a un’escalation militare qualora la diplomazia fallisse. La situazione rimane altamente volatile, con il rischio di un conflitto più ampio nella regione.






