Belgrado, 13 marzo 2026 – Il Patriarca serbo Porfirije ha indirizzato una lettera a personalità di rilievo internazionale, tra cui Papa Leone XIV, il presidente russo Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump, oltre ad altri “importanti statisti europei e mondiali”. L’appello riguarda la richiesta di intervenire affinché le autorità di Pristina sospendano l’applicazione della cosiddetta legge sugli stranieri, considerata da Belgrado altamente discriminatoria nei confronti della minoranza serba residente in Kosovo. La notizia è stata riportata dall’agenzia Tanjug.
Il contenuto della legge e le preoccupazioni di Belgrado
La normativa, che entrerà in pieno vigore il 15 marzo, impone che i cittadini stranieri, ovvero coloro che non possiedono documenti d’identità kosovari – tra cui i serbi che dispongono di documenti rilasciati da Belgrado – non possano soggiornare nel territorio del Kosovo per più di tre mesi senza un permesso di soggiorno o di lavoro valido. Il mancato rispetto di questa disposizione comporterà sanzioni e divieti di ingresso.
Secondo il Patriarca Porfirije, questa legge mette a rischio non solo il funzionamento di istituzioni fondamentali come l’Università di Kosovska Mitrovica – che continua a operare secondo programmi statali serbi – e le scuole frequentate dagli studenti serbi, ma anche l’intero sistema sanitario a servizio della comunità serba del Kosovo e della Metohija. Non meno grave è il pericolo per la sopravvivenza del popolo serbo e per i santuari religiosi, tra i più antichi della Chiesa serba presenti nel territorio.
Cronologia e impatto del provvedimento
La legge risale al 2013, ma la sua applicazione rigorosa è stata avviata solo recentemente, a partire da novembre scorso con una campagna informativa delle autorità di Pristina, seguita dalla prima fase transitoria entrata in vigore il 16 gennaio 2026. L’approccio graduale sta però generando crescenti tensioni, soprattutto nella comunità serba del nord del Kosovo, dove la richiesta di regolarizzazione della posizione giuridica è vissuta come un atto discriminatorio.
Il Patriarca Porfirije, eletto il 18 febbraio 2021, guida dal 2021 la Chiesa ortodossa serba ed è noto per il suo impegno nel dialogo ecumenico e la sua posizione equilibrata, lontana dagli estremismi nazionalisti. Il suo appello internazionale sottolinea la necessità di una soluzione che tuteli i diritti della minoranza serba nel rispetto delle istituzioni e della pace regionale.






